19/10/2020, 12.24
COREA DEL SUD
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Il fenomeno dei BTS, seguiti da centinaia di milioni di persone

di Martino Oh Sejeong

Un esperto di pastorale giovanile, spiega i motivi del grande seguito della Boy Band: non sono “idoli fabbricati”, ma autori delle loro canzoni e coreografie; parlano di dolore, ma sono ottimisti e spingono a un impegno nella società. Spesso sono i genitori a introdurre i figli nel diventare fan dei BTS. Qualche sintonia con papa Francesco.

Seoul (AsiaNews) – Il fenomeno dei BTS, il gruppo musicale sudcoreano, da poco sbarcato in borsa, sta facendo lievitare le sue azioni. Essi possono contare su un seguito di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, che assistono estasiati ai loro concerti, in viva voce e – adesso – in streaming. Questo fenomeno pone domande anche a sociologi e responsabili ecclesiali della pastorale giovanile. Per questo, a p. Martino Ho Sejeong, esperto di pastorale giovanile nella diocesi di Daejeon, abbiamo domandato un suo parere sui motivi del successo di questo gruppo di sette giovani. Ecco quanto ci ha scritto.

 

“È autenticità ed empatia!”. Prima di scrivere questo articolo, il sottoscritto ha inviato un messaggio a una giovane rappresentante di ARMY, “l’esercito mondiale” dei fan dei BTS, per domandarle: “Perché ti piacciono i BTS?”. La sua risposta: “È autenticità ed empatia!” Come spiegare questa risposta?

Sul fenomeno dei BTS sono state tentate molte analisi, ma la più attendibile è quella di un critico musicale coreano, Kim Youngdae. Sulla base della comprensione storica, culturale ed antropologica della musica pop, egli ha scritto un libro sul fenomeno BTS: BTS the review. A Comprehensive Look at the Music of BTS. ARMY lo ha confermato come un vero e credibile critico musicale.

Secondo Kim, anche BTS come altri gruppi di K-pop (musica pop coreana) hanno ereditato la genealogia di Boy Group iniziata negli Stati Uniti negli anni ’50, portata in Giappone negli anni ’80, fiorita in Corea negli anni ’90. La caratteristica più importante di questa genealogia è il forte potere del produttore nelle maggiori agenzie. Mi spiego: bei giovanotti selezionati dal produttore, eseguono per anni canzoni e danze che sono fornite loro dallo stesso produttore o dai suoi colleghi nelle agenzie. In questa struttura è difficile evitare il Bubblegum Pop, ossia una musica adatta al neoliberalismo, una musica da vendere, in cui non c’è spazio per comprendere il peso della vita o della verità.

I BTS hanno anche loro un’identità come Boy Group, e anche nella loro agenzia vi sono produttore ed esperti. Tuttavia, la loro agenzia era una società relativamente piccola che non apparteneva alle maggiori, e il ruolo del produttore e degli esperti si limitava ad aggiungere un po’ di professionalità alle loro attività musicali e performance.

E’ qui la differenza rispetto agli altri gruppi e alle altre agenzie, che proprio per questo vengono definite “fabbrica dell’idolo”, che a loro volta producono un “idolo fabbricato” (factory idol).

I membri dei BTS, invece, essendo i soggetti creatori della loro musica e delle loro performance, hanno potuto inserire nelle canzoni e nelle danze narrazioni autentiche della vita concreta. E sono naturalmente empatici con i giovani contemporanei. Per essere più precisi, camminando insieme con il produttore e gli esperti, i membri dei BTS come soggetti della loro attività creative, hanno potuto narrare le difficoltà, le sofferenze condivise anche dai loro coetanei, quali abitanti dello stesso mondo neoliberale che li sfrutta come strumenti di produzione o per massimizzazione i profitti. Ascoltando e guardando loro musica, i giovani sentono di camminare insieme con i BTS. Questo cammino sfocia anche in un servizio. Cantando le loro sofferenze, i BTS non scivolano nel pessimismo, ma nell’ottimismo. Questo si concretizza nella collaborazione con l’Unicef in una campagna per porre fine al bullismo, o nel sostenere le campagne dell’Onu. Anche ARMY, che segue da vicino le attività di BTS, partecipa a questo servizio nella società.

Questo aspetto positivo trascina con sé il sostegno dei genitori. Talvolta sono i genitori i primi fan dei BTS e sono loro a introdurre i loro figli. Si può quindi dire che la chiave del loro successo sia questo camminare insieme dei BTS, con il produttore e con ARMY.

Lo scorso ottobre, si è diffusa la notizia che la loro agenzia, Big Hit Entertainment, andava a quotarsi alla Borsa di Seul. Sono stati scritti molti articoli e analisi sui conseguenti effetti economici. Tuttavia, ascoltando la notizia, il sottoscritto spera che gli interessi degli azionisti non siamo di ostacolo all’autenticità e all’empatia.

Nella sua Esortazione apostolica Christus vivit, approfondendo l’insegnamento sulla soggettività dei giovani, papa Francesco afferma: “Sono proprio i giovani che possono aiutarla [la Chiesa] a rimanere giovane, a non cadere nella corruzione, a non fermarsi, a non inorgoglirsi, a non trasformarsi in una setta, ad essere più povera e capace di testimonianza, a stare vicina agli ultimi e agli scartati, a lottare per la giustizia, a lasciarsi interpellare con umiltà» (Christus vivit, n. 37).

Ascoltando canzoni, parole e attività dei BTS e di ARMY, si percepisce una certa sintonia con l’insegnamento del Santo Padre. L’importante è comprendere e far maturare questa soggettività dei giovani.

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