16/03/2006, 00.00
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Il governo cinese tenta invano di distruggere la Chiesa dell'Hebei

di Han Li

Vescovo, preti, seminaristi agli arresti; chiese chiuse e sigillate. Ma intanto crescono la partecipazione alle messe nelle case e 21 giovani scelgono la strada del sacerdozio.

Pechino (AsiaNews) - Per alcuni poliziotti cinesi, la lunga detenzione del vescovo Jia Zhiguo è segno che il governo vuole distruggere la diocesi di Zhengding e la chiesa sotterranea dell'Hebei. Ma i sacerdoti sotterranei affermano che, grazie alla persecuzione, nelle comunità vi è più decisione, entusiasmo e molte nuove vocazioni: 21 giovani hanno deciso di farsi sacerdoti.

Fonti di AsiaNews nell'Hebei confermano che mons. Giulio Jia Zhiguo, vescovo non ufficiale di Zhengding, è ancora in prigione. Era stato arrestato l'8 novembre scorso per una "sessione di studio". Vengono chiamati così i ripetuti tentativi delle autorità di convincere il vescovo ad aderire alla Associazione Patriottica (AP). Di solito queste "sessioni" durano poche settimane. Questa volta la sua detenzione è più lunga e più severa. In gennaio si erano diffuse voci che il vescovo, 70 anni, sarebbe stato rilasciato prima del Capodanno cinese, cosa che non è successa. In precedenza -  fra il 2004 e il 2005 mons. Jia è stato arrestato 8 volte – i suoi sacerdoti riuscivano a visitarlo segretamente in prigione, grazie alla compiacenza di alcuni poliziotti e alla stima che essi nutrono per il prelato, noto per la sua carità verso gli orfani.

Questa volta la polizia non osa forzare le regole. Un contatto interno alla polizia ha rivelato ai sacerdoti che "il governo ha deciso di distruggere la chiesa sotterranea dell'Hebei", la regione nella quale è più forte la presenza dei cattolici, e ha inviato personalità da Pechino per sovrintendere all'operazione. "Questa volta – afferma il contatto – il governo vuole isolarlo in modo totale: diventerete delle pecore senza pastore".

In effetti negli ultimi mesi la chiesa di Zhengding ha subito una lunga serie di arresti:

 - il 7 novembre, padre Li Suchuan, 40 anni, e padre Yang Ermeng, 35 anni, entrambi della diocesi del vescovo Jia, sono stati catturati da agenti della sicurezza e portati via dalle loro parrocchie dei villaggi di Zhoujiazhuang e di Zhoutou, entrambi della zona di Jinzhou. I due sono stati liberati il 21 novembre;

-  il 12 novembre Padre Yang Jianwei è stato arrestato insieme a 10 seminaristi. Dopo essere rimasti in carcere per 3 giorni, 6 seminaristi non provenienti da Baoding (Hebei) sono stati liberati e rimandati nelle loro città di origine invece che al seminario. Gli altri 4 - Fan Fubin, Wang Yongliang, Wang Chunlei e Li Yutao - sono ancora sotto la custodia della polizia in una località sconosciuta. Stessa sorte è spettata a p.Yang, anche lui nelle mani della polizia;

- a metà novembre P. Gao Baojin, rettore del seminario sotterraneo della diocesi di Zhaoxian (Hebei) è stato rapito da membri dell'Ufficio affari religiosi e costretto a seguire corsi di indottrinamento e lavaggio del cervello per aderire all'AP;

- il 18 novembre la pubblica sicurezza dell'Hebei ha arrestato 6 preti cattolici della diocesi di Zhengding. Padre Wang Jin Shan e p. Gao Lingshen, entrambi sui 50 anni, sono stati non solo arrestati ma anche brutalmente malmenati. Gli altri 4 preti – p. Zhang Xiuchi, 60 anni; p. Zhang Yinhu, 45; p. Guo Zhijun, 36 e p. Peng Jianjun, 30 – sono stati prima isolati agli arresti domiciliari, ma dopo poco tempo arrestati in maniera formale.

Intanto, tutte le chiese della diocesi di Zhengding sono state chiuse e sigillate dalla polizia. I sacerdoti celebrano le messe in modo segreto nelle case. Se vengono presi dalla polizia, vengono rispediti nel loro villaggio natale a coltivare i campi. "Non sei nient'altro che un contadino", ha detto un membro degli Affari religiosi a un sacerdote sotterraneo.

Padre Liu (non è il suo vero nome) dice ad AsiaNews: "Vi è stato un periodo in cui ci minacciavano e basta. Ora ci arrestano sul serio". Ma la situazione di emergenza e di persecuzione sta avendo risultati imprevisti. P. Liu afferma che fra i cattolici vi è un crescendo di responsabilità e di servizio: "Un laico mi ha confessato: Padre, mi spiace che per tanti anni ho dato più importanza a guadagnare soldi. Ora che la nostra comunità soffre persecuzione, voglio essere più deciso anche fino al sacrificio".

La partecipazione alle messe nelle case è aumentata. Diversi sacerdoti, che svolgevano la missione in altre zone della Cina, sono ritornati per confortare i fedeli dell'Hebei. I seminaristi, in mancanza di un seminario, sono ospitati in alcune famiglie e alcuni preti provvedono alla loro educazione. Quest'anno 21 giovani hanno deciso di diventare preti. Uno di loro è figlio unico; due di loro provengono da famiglie ricche.

P. Zhang (non è il suo vero nome) conclude: "Va tutto bene. Il governo pensa di distruggerci, ma si sbaglia. I cattolici sono ancora più decisi ed entusiasti. Prima dovevo sempre convincere i giovani a partecipare alla messa. Adesso vengono spontaneamente".

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