1 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/10/2009
CINA - RUSSIA
Il nuovo asse Mosca-Pechino per "limitare l'occidente"
Russia e Cina si accordano per sfuttare in maniera congiunta le risorse energetiche dell’Asia centrale e firmano contratti commerciali per 3,5 miliardi di dollari. Washington costretta a guardare in silenzio, mentre i talebani annunciano: «Mano tesa all’Organizzazione di Shanghai».

Pechino (AsiaNews) - I Paesi dell'Asia centrale e orientale che fanno parte dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) “dovrebbero accrescere il loro coordinamento per rafforzare l'impegno nella gestione della crisi afghana, unirsi per un nuovo patto energetico e limitare l’influenza occidentale nell’area”. Lo ha detto oggi a Pechino il primo ministro russo Vladimir Putin, ai margini del vertice dei capi di governo del raggruppamento internazionale che ha come capofila Russia e Cina. L’uomo forte del Cremlino ha inoltre mandato un messaggio sul tema agli Stati Uniti di Barack Obama: “Una visione comune fra Russia e Pechino può sicuramente limitare alcune delle teste calde fra i nostri colleghi”. Della Sco, oltre a Russia e Cina, fanno parte il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l'Uzbekistan. Sono invece membri osservatori Iran, Mongolia, India e Pakistan.

Fino all’inizio del 2009, Mosca e Pechino si sono aspramente combattuti per la gestione dell’area ex sovietica, ricca di risorse naturali: la Russia, al momento, ne controlla le esportazioni di gas tramite il suo gigante energetico Gazprom. Pechino, da parte sua, ha sfidato il predominio russo con un accordo – siglato in giugno – che impegna il Turkmenistan a fornire dal 2010 circa 40 miliardi di metri cubi di carburante gassoso alla Cina. La conclusione dei lavori di costruzione del gasdotto – di circa 7mila chilometri –  che dovrà collegare i due Paesi è prevista infatti per la fine dell’anno in corso.

Una situazione di possibile tensione si è trasformata in una di maggiore cooperazione. Ieri il premier cinese Wen Jiabao ha raggiunto con la controparte russa un accordo che impegna Gazprom e la China National Petroleum Corporation in un contratto di fornitura pari a 70 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Alexei Miller, capo esecutivo del colosso russo, ha spiegato che “il contratto non è stato firmato e nessun prezzo è stato fissato”, ma gli analisti spiegano che il valore dell’accordo sfiora i 5 miliardi di dollari. Sempre il premier cinese ha siglato, ieri, accordi commerciali di vario tipo con gli imprenditori russi presenti a Pechino per un valore di 3,5 miliardi di dollari. Parlando alla stampa, Wen ha spiegato che “si preferisce indirizzare queste risorse verso mercati amici, come quello russo”. Nello specifico, si tratta di un doppio prestito da mezzo miliardo di dollari ciascuno da parte di due banche cinesi (la Development Bank e la Agricultural Bank, rispettivamente alla Veb e alla Vtb), e di una commessa militare per la produzione di missili balistici.

La cordialità fra i due governi si spiega con la crisi finanziaria, che ha costretto i litiganti a scendere a patti, e con la volontà di limitare l’influenza di Washington sull’Asia centrale. Mosca ha estremo bisogno di un altro cliente – che non sia l’Europa – per il suo gas, mentre la fame di energia spinge Pechino a non cercare la guerra aperta con il Cremlino.

Il ritrovato accordo fra i due si è espresso anche sul campo della politica internazionale: dopo un primo sostegno alle sanzioni nei confronti del regime iraniano, la Russia si è schierata con la Cina nel limitare le “punizioni” occidentali a Teheran. Ai margini dell’incontro bilaterale con Hillary Clinton a Mosca, Serghei Lavrov, ministro degli Esteri ha dichiarato che nuove sanzioni contro il governo di Ahmadinejad “sarebbero contro-producenti”. Nonostante la posizione espressa all’Assemblea generale dell’Onu, lo scorso settembre, il capo della diplomazia russa ha spiegato che “la posizione cinese di mediazione è la migliore, per il delicato momento in corso”.

Il rinnovato accordo fra i capi dello Sco ha incontrato anche il favore dei militanti talebani di Pakistan e Afghanistan: in una lettera aperta, indirizzata alle nazioni partecipanti, i fondamentalisti hanno chiesto ai Paesi vicini "di opporsi all'occupazione dell'Afghanistan da parte delle forze internazionali straniere". "Promettiamo che, una volta tornati al potere, – si legge nel testo - stabiliremo buone relazioni con i vicini dell'Afghanistan".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
23/03/2013 RUSSIA-CINA
Con le "anime aperte", Mosca e Pechino si scambiano petrolio e gas
21/03/2013 CINA – RUSSIA
Xi Jinping a Mosca per “bilanciare” il peso americano in Asia
17/08/2007 CINA - RUSSIA - IRAN
Iran cerca alleanza con Cina, Russia e Asia centrale contro gli Usa
26/10/2009 CINA - AFRICA
Pechino continua la colonizzazione dell’Africa: nuovi accordi in Guinea Conakry
25/01/2007 INDIA - RUSSIA
Putin in India per rilanciare i rapporti tra i due Stati

In evidenza
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.
ITALIA - IRAQ
"Adotta un cristiano di Mosul", rispondere nei fatti e con la vita all'emergenza irachenaAsiaNews lancia una raccolta fondi per sostenere i fedeli nel mirino dello Stato islamico, dopo le richieste del Patriarca di Baghdad e il pressante appello di papa Francesco "a assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui". Oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case senza niente addosso, e ora non hanno di che vivere. Per aiutarli, bastano 5 euro al giorno: i fondi raccolti saranno inviati al Patriarcato di Baghdad, che provvederà a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia.
CINA-VATICANO
Vescovo e sacerdoti di Wenzhou denunciano la campagna del governo contro le croci e le chiese del Zhejiang
di Eugenia ZhangPer mons. Vincenzo Zhu Weifang, della Chiesa ufficiale, la campagna di distruzione aumenta l'instabilità sociale. E' vera persecuzione contro la fede cristiana. Il vescovo si scusa per non essere intervenuto prima: sperava che la campagna finisse presto. Fedeli cattolici e protestanti sono rimasti feriti per difendere i loro edifici sacri. I sacerdoti di Wenzhou: la campagna è ingiusta e colpisce anche edifici in regola. Questi "atti stupidi" del governo provocano una distruzione dell'armonia sociale.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate