01/04/2021, 08.57
LIBANO - IRAN
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Il patriarca maronita riceve una delegazione iraniana per sbloccare la crisi libanese

Il card. Beshara Raï ha incontrato sheikh Hamid Shahrayari e l’incaricato d’affari dell’ambasciata a Beirut. Un dialogo “franco e trasparente” che ha confermato l’importanza “dell’unità nazionale” per salvaguardare la “sovranità”. Aperture al dialogo e al confronto anche dal leader di Hezbollah per “far uscire il Paese dall’impasse”.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Nel quadro di una crisi politica e istituzionale profonda, con la spaccatura pressoché insanabile fra il presidente Michel Aoun e il premier incaricato Saad Hariri, il patriarca maronita prosegue le consultazioni nel tentativo di trovare una via di uscita. Ieri il card. Beshara Raï ha ricevuto una delegazione iraniana, presieduta dal segretario generale del Fronte mondiale dell’amicizia fra scuole islamiche, sheikh Hamid Shahrayari, dall’incaricato d’affari dell’ambasciata di Teheran a Beirut, Hassan Khalil e alti funzionari. 

Al termine dell’incontro un delegato della Repubblica islamica ha parlato di dialogo “franco e trasparente”, sottolineando al contempo “la necessità di restare attaccati all’unità nazionale, sola capace di preservare la sovranità del Libano, la sua libertà e indipendenza”. L’esperienza storica attuale, prosegue il diplomatico di Teheran, “ha mostrato che quando il Libano fa prova di unità nazionale, può resistere contro tutte le aggressioni esterne”. 

Da tempo il patriarca maronita sostiene una posizione di “neutralità positiva” per il Paese e la necessità di una conferenza internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il porporato è finito nel mirino di un giornale iraniano a inizio marzo, per le sue posizioni critiche verso il movimento sciita libanese Hezbollah, vicino all’Iran. Critiche che avevano spinto il ministro degli Esteri Charbel Wehbé a convocare l’ambasciatore iraniano, il quale non ha voluto nemmeno rispondere alla convocazione. 

Per i sostenitori del presidente, il premier incaricato starebbe aspettando la conclusione di un nuovo accordo fra iran e Stati Uniti che finirebbe per obbligare l’Arabia Saudita, vicina ad Hariri, ad adottare una visione più “realista” della situazione in Libano. Un accordo [fra Washington e Teheran] che, oggi, sembra ancora un miraggio ma potrebbe rivelarsi la chiave di volta per sbloccare lo stallo nella vita pubblica e istituzionale libanese. 

Analisti e osservatori sostengono che, al momento, l’Iran ha interesse ha mantenere “la carta libanese” per i futuri dialoghi con la Casa Bianca quando si entrerà nel vivo delle trattative. Anche un diplomatico europea, dietro anonimato, punta il dito contro la Repubblica islamica considerandola il principale responsabile del blocco attuale. Intanto arriva una prima, parziale apertura dal capo di Hezbollah Hassan Nasrallah che, ieri sera, ha ammesso le difficoltà attuali e invocato la necessità del dialogo e del compromesso: “Il Paese - ha detto - è sull’orlo del baratro e non ha più il lusso del tempo. È giunto il momento di mettere da parte tutte le aspettative e le differenze e di intraprendere un serio tentativo di far uscire il paese dall’attuale impasse”. 

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