19 Aprile 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 18/06/2007 14:17
INDIA
Il prezzo del boom economico non può essere la vita dei più miseri
di Nirmala Carvalho
In un’intervista ad AsiaNews il segretario di Giustizia e pace spiega come il boom economico dell’India avvenga spesso a danno dei più poveri, spogliati anche del poco che hanno, a vantaggio delle grandi ditte. La lotta della Chiesa per i loro diritti. Il richiamo al pensiero di Gandhi.

New Delhi (AsiaNews) – Il boom economico dell’India avviene spesso a prezzo della stessa vita della popolazione più povera, derubata delle terre e della stessa dignità umana ed esclusa da qualsiasi vantaggio. Padre Nithiya Sagayam, Segretario esecutivo della Commissione episcopale indiana Giustizia e pace, parla ad AsiaNews dei problemi causati nel Bengala occidentale e altrove, dall’espropriazione delle terre a danno dei contadini per realizzarci le Zone economiche speciali (Sez). “L’ingordigia del governo – spiega il sacerdote - colpisce con più facilita proprio la popolazione più misera e bisognosa in India, quali i Dalit, i tribali, chi abita nei bassifondi o in villaggi remoti”.

Per favorire lo sviluppo economico, ad esempio per realizzare le Sez – aree dove si cerca di attirare investitori esteri con ampie esenzioni fiscali - le autorità effettuano estesi e frequenti espropri forzati di terre. I governi tolgono la terra ai contadini, spesso pagandoli pochissimo, e la danno alle grandi ditte, spesso a prezzi di favore, per costruire industrie e quartieri. Ma gli espropri privano i più miseri non solo della terra “ma anche della dignità e del valore umano”. Infatti “cacciarli via dalla loro terra dove pensavano di stare tutta la vita, spostarli in un altro posto” non adatto e “senza dar loro alcuna valida alternativa”, “significa alienarli dalla loro realtà culturale, quindi distruggerli in modo completo”: “abbiamo visto contadini uccidersi”. “Il governo, poi, vende la terra preziosa a compagnie private che ne traggono grandi guadagni, come è accaduto nel Nandigram, o di recente in Asansol, Singur, Bengala Occidentale, Madhya Pradesh, in ogni luogo dove intere popolazioni sono mandate via”.

“Anche se l’India nega di avere popolazioni indigene, i tribali lo sono e hanno il diritto di vivere sulla loro terra. Durante il World Social Forum di Nairobi la Chiesa indiana ha protestato contro le acquisizioni forzate della terra dei tribali”. "Nell’epoca della globalizzazione, è facile che il governo tradisca i più miseri, che il governo e la società diventino sempre più ostili ai poveri. E questa è una grande tragedia per l’intera società”. “E’ triste che il governo, invece di lavorare per l’interesse della maggioranza della popolazione, agisca in modo da eliminare i poveri” e spenda il denaro “per gli armamenti dell’esercito” e “per consentire alla ditte multinazionali di mantenere l’egemonia nel Paese”.

“Le autorità pubbliche – governo, partiti, gruppi di potere locali - continuano a sfruttare la popolazione”, anziché “provvedere al benessere sociale”. “I dati ufficiali dicono che in India ci sono oltre 260 milioni di persone sotto la soglia della povertà [vivono con meno di un dollaro al giorno], ma sono in realtà molte di più”. “Sebbene l’economia dello Stato sia in rapida crescita, nessun beneficio raggiunge i poveri. Questo tipo di crescita economica crea una grande frustrazione nella gente”.

“Il Padre della Nazione, il Mahatma Gandhi, parlava di Sarvodaya, che significa ‘crescita universale’ o ‘progresso di tutti’. Gandhi ha detto che per cercare il benessere sociale bisogna anzitutto lavorare per il benessere dei più miseri, che deve essere il primo obiettivo. La Chiesa dell’India è molto preoccupata che il governo non abbia una seria attenzione all’uguaglianza e alla giustizia per i poveri. La Chiesa indiana è sempre dalla parte dei poveri e degli emarginati, ne difende i diritti contro qualsiasi violazione e cerca la giustizia che porterà alla pace. Senza giustizia e senza la ricerca del bene dei più miseri ed emarginati, la crescita economica della società può avvenire solo con un alto costo di vite della popolazione povera”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
04/03/2005 INDIA
India, budget 2005: niente aiuti statali ai dalit cristiani
di Nirmala Carvalho
28/07/2007 INDIA – USA
Il Senato americano dichiara fuorilegge la discriminazione di casta
di Nirmala Carvalho
07/04/2006 India
India, la Chiesa "guarda con ammirazione" la lotta contro le dighe sul Narmada
di Nirmala Carvalho
29/07/2010 INDIA
Orissa: Cristiani e indù, Dalit e tribali di Kandhamal in marcia per la pace
di Santosh Digal
01/07/2008 INDIA
Attivista per i diritti umani: “nelle carceri indiane 1.500 morti all'anno per la tortura”
di Nirmala Carvalho

In evidenza
SIRIA
Gesuita siriano: Mi manchi, p. Frans. Hai ispirato tutti noi
di Tony Homsy*Un giovane sacerdote della Compagnia ricorda la vita e l'operato di p.Frans van der Lugt, ucciso a Homs dopo aver rifiutato di abbandonare la popolazione piagata da fame e guerra: "Ha dato e continua a dare tutto per la Chiesa, per la Siria, per la pace. La sua testimonianza e le sue doti ne hanno fatto un missionario e un testimone del Vangelo eccezionale". Per gentile concessione del "thejesuitpost" (traduzione a cura di AsiaNews).
FRANCIA - IRAQ
Patriarca caldeo: il futuro fosco dei cristiani d'Oriente, ricchezza in via di estinzione per Occidente e Islam
di Mar Louis Raphael I SakoLe guerre in Iraq, Libia e Afghanistan hanno peggiorato la condizione dei popoli, in particolare le minoranze. Le politiche fallimentari promosse dall'Occidente. Cresce il fondamentalismo, la Primavera araba svuotata dagli estremismi. Il ruolo delle autorità musulmane nella tutela di diritti e libertà religiosa. La presenza dei cristiani in Medio oriente è fondamentale per i musulmani.
CINA-EU
Xi Jinping torna dall'Europa sazio di contratti e di silenzi
di Bernardo CervelleraIl presidente cinese ha firmato accordi per decine di miliardi di euro con Francia, Germania, Olanda, Belgio. Ma non ha mai voluto incontrare i giornalisti per una conferenza stampa. Al Collegio dell’Europa a Bruges, egli sogna una Via della Seta per un volume di commercio pari a 1000 miliardi. Ma mette in chiaro che in Cina il monopolio del potere rimane al Partito. Fine del sogno delle riforme politiche per la Cina. Ma gli internauti non sono d’accordo con lui.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate