17/10/2008, 00.00
VIETNAM
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Il sindaco di Hanoi ha chiesto la rimozione dell’arcivescovo Kiet

In un incontro con i diplomatici occidentali, Nguyen The Thao annuncia che saranno penalmente perseguiti sacerdoti e fedeli coinvolti nelle manifestazioni per ottenere la restituzione della ex delegazione apostolica e del terreno della parrocchia di Thai Ha.
Hanoi (AsiaNews) – Il sindaco di Hanoi annuncia che saranno penalmente perseguiti sacerdoti e fedeli coinvolti nelle manifestazioni per ottenere la restituzione della ex delegazione apostolica e del terreno della parrocchia di Thai Ha (nella foto) e rivela di aver chiesto che l’arcivescovo della città, mons. Joseph Ngo Quang Kiet fosse “sollevato” dall’incarico.
 
Entrambe le notizie si riferiscono ad un incontro del presidente del Comitato popolare di Hanoi (il sindaco) Nguyen The Thao, con i diplomatici stranieri ed avente ad oggetto le questioni della ex delegazione e di Thai Ha. Nel resoconto della nazionale VNA, nel corso dell’incontro, svoltosi il 15, Thao ha affermato che all’origine della vicenda c’è stata “la scarsa conoscenza della legge tra i manifestanti cattolici”. Ma “un certo numero di preti, guidati dall’arcivescovo Ngo Quang Kiet” hanno “approfittato della religione, della fede e dell’ignoranza” per violare “volontariamente” la legge ed “andare contro gli interessi sia dello Stato che della Chiesa. Ciò “ha avuto un impatto negativo nei rapporti tra il Comitato, l’arcivescovado e la parrocchia di Thai Ha” e, ha aggiunto Thao “la città ha inviare una ammonimento a Kiet ed ai preti coinvolti, mentre la polizia ha intrapreso un’azione legale contro coloro che sono coinvolti in pubblico disordine e distruzione di proprietà”.
 
Qui sembra che l’agenzia statale abbia saltato una informazione interessante, riportata da un altro organo di stampa, il Courrier du Vietnam, naturalmente controllato, ma non ufficiale. Il sindaco, aggiunge quest’ultimo, “aveva allora chiesto di sollevare mons. Ngo Quang Kiet dalle sue funzioni di arcivescovo di Hanoi, in quanto “non ha più la fiducia della popolazione di Hanoi e dei cristiani”. Egli “non ha rispettato né cooperato” con le autorità per risolvere il problema, malgrado gli sforzi delle autorità stesse “per persuadere i dignitari ed i cristiani a liberare i terreni occupati”,
  
Con l’evidente scopo di bilanciare le considerazioni sulla libertà di religione in Vietnam, sollevate dalle sue parole, il presidente del Comitato popolare di Hanoi, a conclusione del suo intervento ha parlato del “contributo dato dai cattolici nel processo di rinnovamento del Paese” e ha aggiunto che, “in anni recenti, le autorità locali si sono continuamente impegnate per creare condizioni favorevoli alle attività religiose, compresa la destinazione di aree a numerose organizzazioni religiose”.
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