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  • » 04/09/2017, 09.13

    COREA-ASIA

    Il ‘terremoto’ del test nucleare di Pyongyang. Le reazioni nel mondo



    Oggi pomeriggio riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. La bomba ad idrogeno fatta scoppiare ieri è quasi 10 volte più forte delle precedenti. Per la Corea del Nord è un “perfetto successo”. Seoul e Tokyo chiedono un incremento al massimo delle sanzioni per portare Kim Jong-un al tavolo delle trattative. Esercitazioni militari con missili nel sud. Minacce di operazioni militari da parte degli Usa. Per alcuni analisti, l’obbiettivo dei test è provocare l’imbarazzo della Cina.

    Seoul (AsiaNews) - Attacco missilistico simulato dalla Corea del Sud; minacce di operazioni militari da parte degli Stati Uniti; netta condanna da parte della Cina; riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu: sono alcune delle reazioni provocate dall’ultimo esperimento nucleare condotto ieri da Pyongyang, il sesto, che avrebbe testato una bomba all’idrogeno, di una forza tale da essere percepito nei Paesi vicini come una scossa di terremoto di magnitudo 6.3.

    Le autorità del Sud affermano che il test è avvenuto alle 12.36 nell’estremo nord della penisola, a Punggye-ri, nella contea di Kilju, un sito nucleare già usato altre volte. La potenza della scossa provocata era 9,8 volte più forte di quella registrata con il quinto test compiuto dal Nord nel settembre 2016.

    La famosa annunciatrice della televisione nordcoreana, Ri Chun-hee, con molta enfasi ha descritto l’esperimento “un perfetto successo”, uno “forte scoppio senza precedenti”, che porta la nazione vicina “allo scopo finale di completare la forza nucleare dello Stato”.

    In tutti questi anni la Corea del Nord ha sfidato di continuo le pressioni internazionali e le sanzioni dell’Onu sviluppando sempre più armi nucleari e missile. Negli ultimi due mesi ha condotto test con missili balistici intercontinentali. Uno di essi ha attraversato i cieli del Giappone, cadendo nell’Oceano Pacifico. Essa ha anche minacciato di colpire le basi militari Usa nell’isola di Guam.

    Da Seoul, il presidente Moon Jae-in ha affermato che il test di Pyongyang è “un errore strategico assurdo” e ha spinto tutto il mondo a una risposta “la più forte possibile”, comprese ulteriori sanzioni Onu per “isolare in modo completo” la Corea del Nord.

    Stamane, l’esercito del Sud ha compiuto alcune esercitazioni militari usando missili, con obbiettivi simulati che si avvicinano al sito nucleare di Punggye-ri. Nei giorni scorsi il governo ha dato l’ok per rafforzare la potenza delle bombe utilizzate nelle testate missilistiche, portandole da 500 kg a una tonnellata. È di oggi la notizia che il ministero dell’ecologia ha dato un via libera condizionato all’uso del sistema anti-missilistico Thaad. In precedenza, Moon aveva fermato l’installazione del Thaad, criticato dai sudcoreani per il suo carattere inquinante (e anche perché inviso alla Cina).

    Su twitter, il presidente Usa Donald Trump ha denunciato ieri il test come “ostile” e “pericoloso”, bollando il Nord come uno “Stato canaglia”. Egli ha anche detto di voler boicottare ogni nazione che continua - nonostante le sanzioni Onu - a commerciare con Pyongyang, con chiaro riferimento alla Cina. Il segretario alla Difesa James Mattis ha dichiarato che ogni minaccia agli Usa o ai suoi alleati da parte di Pyongyang porterebbe a una “massiccia risposta militare”. Essa sarebbe “efficace e travolgente”, anche se non mira a distruggere tutto il Paese nemico.

    In un comunicato della Xinhua, i presidenti di Cina e Russia hanno espresso ieri il loro accordo sul fatto di “affrontare in modo appropriato” la sfida della Nordcorea e del suo test nucleare. I due, Vladimir Putin e Xi Jinping, si sono incontrati a Xiamen alla vigilia del raduno dei Paesi Brics.

    In precedenza il ministero cinese degli esteri ha diramato una forte dichiarazione in cui “si oppone in modo risoluto e condanna con forza” l’esperimento nucleare. “Noi domandiamo con urgenza alla Corea del Nord - continua il comunicato - di riconoscere la determinazione della comunità internazionale nel raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana… e di tornare sulla via di risolvere i conflitti mediante il dialogo”.

    Il ministero degli esteri ha ribadito che la Cina continuerà ad applicare le sanzioni Onu contro Pyongyang  “in maniera totale”.

    Secondo un rapporto del Council on Foreign Relations, con base negli Usa, la Cina rimane ancora il principale sostegno economico di Pyongyang, coprendo il 90% del volume di affari del Nord.

    Pechino è sempre più determinato a seguire le indicazioni Onu sulle sanzioni, ritraendosi dal sostegno al regime del Nord. A questo proposito, alcuni analisti fanno notare che i diversi esperimenti missilistici e nucleari di Pyongyang avvengono in momenti molto importanti per la Cina, che rischiano di imbarazzarla davanti alla comunità internazionale.

    Il lancio di ieri avviene alla vigilia dell’incontro con I Paesi del Brics, dove si attende un discorso di Xi Jiping. Un altro test missilistico è avvenuto lo scorso aprile, proprio prima che Xi Jinping si trovasse a colloquio con Donlad Trump in Florida, e prima che la Cina lanciasse il suo programma “Belt and Road initiative” lo scorso maggio. Finora si è sempre pensato che l’obbiettivo delle aggressioni di Pyongyang fossero gli Stati Uniti, per costringerlo al dialogo e al riconoscimento della Corea del Nord come potenza nucleare. Ma secondo Zhang Lianghui, professore di strategie internazionali alla Scuola centrale del Partito a Pechino, vi è anche un “fattore Cina” che gioca un ruolo. “La Corea del Nord - egli dice - fa una mossa pesante tutte le volte che la Cina ha un grande evento”.

    Oggi Moon ha avuto una conversazione di 20 minuti con il premier giapponese Shinzo Abe. Corea del Sud e Giappone sono d’accordo di portare al più alto livello possibile le misure contro la Nordcorea. In particolare, Moon ha detto che occorre elevare la pressione e le sanzioni, così che la Corea del Nord “si porti al tavolo dei negoziati”. Essi chiedono anche un accrescimento delle sanzioni Onu, con una pressione che implichi “la cooperazione della comunità internazionale”.

    Una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu è fissata per oggi pomeriggio.

    Il segretario generale dell’ Onu Antonio Guterres ha condannato il test nucleare, definendolo “profondamente destabilizzante”.

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