08/06/2017, 08.37
COREA
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Pyongyang lancia nuovi missili. Moon frena lo sviluppo del Thaad

I missili lanciati oggi non sono sottoposti al divieto Onu. Essi potrebbero colpire delle “grandi navi”. Bloccato ogni ulteriore spiegamento del sistema anti-missilistico Usa per motivi ecologici. Manifestazioni anti-Thaad a Seongju. Seoul è disposto a continuare i rapporti intercoreani con le ong e le organizzazioni caritative e religiose, ma Pyongyang le rifiuta.

Seoul (AsiaNews) – La Corea del Nord ha lanciato diversi missili cruise finiti a circa 200 km ad est delle sue coste. Secondo le autorità militari del sud i lanci sono avvenuti dalla città di Wonsan e i missili sono del tipo “terra-nave”, per colpire imbarcazioni. Essi precisano che questo lancio non è fra quelli sottoposti a divieto da parte dell’Onu, che una settimana fa a accresciuto le sanzioni contro Pyongyang dopo diversi lanci di missili balistici legati al suo programma nucleare.

Il portavoce militare del Sud, Roh Jae-cheon, ha dichiarato che il lancio di oggi potrebbe essere solo una “dimostrazione delle capacità del Nord a colpire una grande nave da guerra” come le portaerei Usa che alcune settimane fa hanno partecipato alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud.

Gli Stati Uniti spingono per un’escalation militare nella regione e per l’istallazione di un sistema di difesa anti-missilistico chiamato Thaad (Terminal High-Altitude Area Defense system), criticato anche dalla Cina. L’istallazione era stata approvata dal predecessore di Moon, la signora Park Geun-Hye e criticata con forza anche dalla Chiesa cattolica.

Proprio ieri il presidente Moon Jae-in ha bloccato ogni futuro spiegamento delle unità del Thaad fino a che non si verifica il loro impatto ambientale. Vi sono infatti molte domande sull’inquinamento causato dalle batterie usate dal sistema. Fino ad ora gli Usa hanno potuto piazzare due torri anti-missile nella provincia di Seongju, dove centinaia di residenti hanno organizzato potenti proteste contro l’inquinamento del Thaad (v. foto).

Quest’oggi nel primo pomeriggio, per la prima volta da presidente, Moon presiede il Consiglio di sicurezza nazionale per studiare possibili misure contro i continui lanci di missili da parte della Corea del Nord. Moon e il suo governo stanno cercando una via per fermare i programmi nucleari di Pyongyang, ma allo stesso tempo lasciando aperte le porte del dialogo. A differenza dei veti ai tempi della Park, Moon ha riaperto le collaborazioni di ong e istituzioni caritative religiose, fra cui la Caritas, con la Corea del Nord per alimenti, materiali da costruzione, medicine, ecc.

Ma tre giorni fa, Pyongyang ha rifiutato di aprire le porte alle organizzazioni della società civile e religiosa, adducendo come motivo l’adesione di Seoul alla nuova lista di sanzioni votata dall’Onu la scorsa settimana.

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