28 Settembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 20/09/2012, 00.00

    INDIA

    India, 50 milioni di persone in sciopero contro l’apertura ai supermercati stranieri



    La serrata è indetta da partiti dell’opposizione e sindacati. Chiusi scuole, uffici e negozi in diversi Stati del Paese. Trasporti sospesi per l’intera giornata. Con l’ingresso delle catene internazionali nel mercato indiano al dettaglio, i piccoli negozianti temono di perdere il lavoro.

    Mumbai (AsiaNews/Agenzie) - Almeno 50 milioni di persone in India hanno aderito allo sciopero nazionale di oggi, indetto da partiti dell'opposizione e sindacati per protestare contro l'apertura del mercato al dettaglio ai grandi supermercati stranieri. Scuole, negozi e uffici sono stati chiusi in diverse zone del Paese, e i servizi di trasporto pubblico sono stati sospesi o bloccati dalla popolazione stessa. L'adesione maggiore si registra negli Stati guidati dal Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù e leader dell'opposizione): a Bangalore (Karnataka), le sedi di grandi multinazionali straniere come l'Ibm hanno deciso di restare chiuse per l'intera giornata. Al di là dei disagi causati dai vari disservizi, per il momento la serrata è di natura pacifica.

    Il primo ministro Manmohan Singh ha annunciato la contestata riforma il 14 settembre scorso. Essa prevede di accordare il 51% di investimenti esteri diretti alle grandi catene internazionali di supermercati multimarca (Carrefour, Wallmart), e il 100% ai monomarca (Nokia, Reebok). Per il premier, il provvedimento darà nuova linfa all'economia del Paese, che nell'ultimo anno ha registrato un calo nella crescita.

    Secondo l'opposizione invece, la riforma colpirà in modo diretto i piccoli rivenditori del Paese, che con l'ingresso delle grandi catene straniere saranno costretti a chiudere. Un negoziante di New Delhi spiega: "Questi supermercati possono vendere prodotti a prezzo di costo. Ciò significa che tanta gente perderà il posto". In India, il mercato al dettaglio dà lavoro a più di 40 milioni di persone. Oltre il 90% degli scambi commerciali interni avviene proprio attraverso i piccoli rivenditori locali.

    Oltre all'opposizione, anche alcuni alleati del governo Upa (United Progressive Alliance) sono contrari alla riforma del mercato al dettaglio. Su tutti, il Trinamool Congress di Mamata Banerjee (anche chief minister del West Bengal): se il provvedimento dovesse andare in porto, la leader politica ha annunciato il ritiro del partito dal governo e le dimissioni di sei suoi ministri entro domani. Tuttavia, anche se la Banjeree dovesse mantenere la promessa, l'esecutivo di Singh non rischia (ancora) una crisi. 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    17/09/2012 INDIA
    L’India apre ai supermercati stranieri, ma rischia una crisi di governo
    Mamata Benerjee, leader del potente alleato Trinamool Congress, sarebbe pronta a uscire dall’esecutivo, se New Delhi non bloccherà la riforma. Il piano accorda il 51% di investimenti esteri diretti ai multimarca come Wallmart e Carrefour, ma potrebbe colpire i piccoli rivenditori.

    25/11/2011 INDIA
    L’India apre le porte ai supermercati stranieri
    New Delhi ha accordato il 51% di investimenti esteri diretti ai multimarca, come Tesco e Wallmart, e il 100% ai monomarca, come Nokia e Reebook. Contrari agricoltori e piccoli commercianti, che temono di perdere posti di lavoro. Il mercato al dettaglio dell’India vale circa 450 miliardi di dollari.

    07/12/2012 INDIA
    India: il governo apre il mercato al dettaglio agli investimenti diretti esteri
    La camera alta (Raja Sabha) ha approvato la storica riforma economica, con una maggioranza di 123 voti contro 109. Fondamentale il sostegno dei partiti “minori”. Sconfitto il partito nazionalista indù. L’apertura ai capitali stranieri dovrebbe far ripartire la crescita del Paese.

    18/02/2005 ASIA
    Esplode la vendita al dettaglio in tutta l'Asia
    In Europa gli incrementi arrivano al massimo all'1-2%; in Asia si prevede una crescita fino al 16%: segno di ottimismo e di ricchezza diffusa?

    01/09/2015 INDIA
    Pechino trascina New Delhi: la crescita economica dell’India si ferma al 7%
    Il dato si riferisce all’ultimo trimestre. La crisi del mercato cinese offre nuove possibilità di espansione per l’India. Esperta afferma: “La Cina non scomparirà dai radar degli investitori”. Assenza degli investimenti privati in India, si dovrebbe accrescere la spesa pubblica. Infusione di capitale annunciata da New Delhi non colma la differenza di moneta richiesta dalle banche statali.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®