18/11/2013, 00.00
INDIA
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India, leader cristiano: Narendra Modi è un pericolo per la libertà religiosa

di Nirmala Carvalho
È il commento di Sajan George, presidente del Global Counil of Indian Christians (Gcic), ad alcune dichiarazioni del candidato premier del Bharatiya Janata Party (Bjp, ultranazionalista indù). Modi ha apprezzato “le onde zafferano” (colore simbolo dei radicali induisti) presenti in Karnataka. Lo Stato è tra i peggiori dell’India per le persecuzioni contro le minoranze religiose.

Mumbai (AsiaNews) - Con Narendra Modi al potere "la libertà religiosa in India sarà in pericolo". È quanto afferma ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dopo le ultime dichiarazioni rilasciate dal chief minister del Gujarat e candidato premier del Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù). Ieri Modi, in un comizio a Bangalore (Karnataka), ha detto: "Vedo onde zafferano alzarsi in tutta la regione. È una vista deliziosa". Egli si riferiva ai sostenitori dell'hindutva (ideologia fondamentalista indù), il cui colore simbolo è lo "zafferano" (arancione), che in Karnataka attaccano spesso le minoranze etniche e religiose.

Narendra Modi è un ex militante della Rashtriya Sawayamsevak Sangh (Rss), una delle organizzazioni radicali indù più attive e violente dell'India. Il Bjp - noto per il suo aperto sostegno a gruppi come la Rss e fautore di uno Stato "100% indù" - lo ha scelto come candidato alla poltrona di primo ministro, in vista delle elezioni generali 2014. Modi infatti è molto popolare tra i sostenitori del partito: egli è apprezzato per aver reso il Gujarat uno degli Stati più ricchi del Paese, e fa spesso leva sulla necessità di restituire una "identità indù" all'India. Al tempo stesso però non mancano le critiche (anche da parte di alcuni suoi compagni di partito), in particolare per il suo ruolo ambiguo nei massacri del 2002 tra indù e musulmani, di cui è considerato responsabile.

Secondo Sajan George "questi commenti sono un campanello d'allarme, e l'aumento degli attacchi anticristiani in Karnataka confermano la rinascita del nazionalismo indù nel Paese. L'India è un Paese secolare, non basato sull'hindutva".

La persecuzione contro le minoranze religiose in Karnataka è tra le più gravi dell'India, soprattutto dopo cinque anni di governo targato Bjp. Lo scorso 5 maggio il Congress (partito di maggioranza nel governo centrale) ha vinto le elezioni amministrative con un ampio margine. "Il Bjp ha perso il controllo dello Stato - spiega il presidente del Gcic ad AsiaNews - e ha compensato la sconfitta con ulteriori attacchi".

Secondo dati del Gcic, "negli ultimi tre anni vi sono stati 150 incidenti contro le minoranze. Nel 2011, 49 casi di violenza e ostilità contro i cristiani; nel 2012, 41 episodi. Dall'inizio del 2013 abbiamo registrato già più di 40 casi". Tuttavia, sottolinea Sajan George, "queste cifre si riferiscono solo alle chiese distrutte e ai fedeli attaccati o imprigionati. Se tenessimo conto di ogni episodio di intimidazione, persecuzione, insulto o detenzione temporanea, i numeri sarebbero molto più alti". 

 

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