09/11/2011, 00.00
INDONESIA
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Indonesia: storico leader cattolico diventa eroe nazionale

di Mathias Hariyadi
Presidente del partito cattolico indonesiano durante il regime di Sukarno, Joseph Kasimo è da ieri una delle sei figure più importanti del Paese. Morto nel 1986 è stato per oltre 30 anni uno dei pochi leader ad opporsi al tentativo di regime comunista del dittatore.
Jakarta (AsiaNews) – Il nazionalista cattolico Ignatius Joseph Kasimo Hendrowahjono è da ieri un eroe nazionale. Con una speciale cerimonia, tenutasi al palazzo presidenziale, il presidente indonesiano Yudhoyono ha inserito il leader cristiano, morto nel 1986, fra le grandi figure del Paese. In totale sono sei le persone che negli anni hanno ricevuto l’onorificenza. Fra essi Idham Chalid, fondatore del Nahdlatul Ulama, la più grande organizzazione islamica moderata dell’Indonesia.

Nato a Jakarta nel 1900, Ignatius Joseph Kasimo Hendrowahjono, conosciuto come Mr. Kasimo, è stato uno dei personaggi più influenti durante e dopo l’indipendenza del Paese del 17 agosto 1945. Di origine umile, Kasimo studia da viene educato nella scuola dei missionary gesuiti di Muntinal (Java). Durante questi anni decide di battezzarsi. Negli anni della dittatura di Sukarno (1945 – 1966), è stato presidente del National Catholic Party, unica formazione politica cristiana presente negli anni del regime. In quello che viene oggi definito come il “Vecchio ordine”, Kasimo ricopre vari ruoli politici di rilievo fino a diventare ministro di gabinetto. Tuttavia, la sua figura non si distingue solo per gli incarichi, ma soprattutto per la sua grande fede e testimonianza di cattolico. Nel 1955, la sua formazione è l’unica insieme al partito islamico Masyumi ad opporsi al comunismo, quando Sukarno forma il Nasakom, che significa: Nazionalismo, religione e comunismo.

Hari Tjan Silalahi, analista politico e fondatore del Centro studi strategici internazionali (Csis), descrive Kasimo come “un angelo del suo tempo” che negli anni del regime non è mai sceso a patti con corrotti. “Egli – afferma – era una persona molto semplice, ma con una visione forte. Soprattutto perché concepiva il governo come uno strumento al servizio della popolazione, senza distinzione di ceto o religione”.
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