11 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 05/06/2010, 00.00

    FILIPPINE – ARABIA SAUDITA

    Infermiere filippine a Ryadh contro il centro di assistenza ai migranti: ci hanno abbandonato



    Accusato in questi giorni il responsabile all’assistenza dell’Overseas Workers Employment Administration di Ryadh. Invece di aiutare le infermiere vittime di abusi le invitava a tornare al lavoro. Le 30 donne, sono rimpatriate in marzo e lavoravano per l’Annasbah, compagnia di Ryadh nota per i continui abusi a danno dei dipendenti. Ora temono per la sorte di altre 30 compagne ancora bloccate nella capitale saudita.

    Manila (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 30 infermiere filippine, per anni vittime di abusi della compagnia Saudita Annasbah, hanno accusato in questi giorni l’ufficio di assistenza dell’Overseas Workers Employment Administration (Owwa) di Ryadh di essere in combutta con i loro datori di lavoro. Le donne si erano a più riprese rivolte al centro di assistenza gestito da filippini per ottenere il permesso di rimpatrio, ma sono state ignorate e rimandate al lavoro, senza alcuna assistenza medica. Dopo mesi di attesa sono riuscite a rimpatriare pagando però di tasca propria il biglietto di ritorno. Ora temono per la sorte di altre 30 compagne rimaste in Arabia Saudita.

    Eppie Bellama, una delle vittime, afferma:“Invece di aiutarci, l’Amministrazione dei lavoratori esteri filippini di Ryadh ha prolungato la nostra agonia lasciandoci nelle mani dei nostri sfruttatori, e ora sta facendo lo stesso con le nostre compagne rimaste in Arabia Saudita”. Insieme alle altre infermiere la donna ha stilato in questi giorni una lista di accuse rivolte a Nestor Burayag, responsabile dell’ufficio di assistenza dell’Owwa in Arabia Saudita.
     
    Il documento elenca i “cinque peccati mortali” compiuti da Burayag: il ritardo nel processo di rimpatrio per non aver fatto pressioni sulla Annasbah nel rilascio dei visti; la mancata assistenza alimentare e medica per le infermiere ammalate; il pagamento di mille euro per il biglietto di ritorno a carico delle donne, invece di esigere il rimborso all’azienda. Burayag ha anche chiesto alle infermiere di fermare le loro proteste e di ritornare al lavoro.   
     
    L’Annasban è una nota compagnia Saudita attiva nel servizio ospedaliero e si serve della collaborazione dell’Owwa per cercare nelle Filippine lavoratori migranti da inserire all’interno delle sue strutture. In questi anni è stata spesso accusata di sfruttamento e di tenere in condizioni disumane i propri impiegati con la parziale copertura dei responsabili dell’Owwa di Ryadh. Essi hanno il compito di fornire assistenza ai migranti e di segnalare al governo filippino eventuali abusi compiuti dalle aziende.
     
    In gennaio, 88 infermiere hanno indetto uno sciopero della fame per protestare contro la compagnia e l’ufficio di assistenza ai migranti che avevano negato il rientro in patria a una collega ammalatasi durante il servizio, giudicando inappropriata la richiesta. A tutt’oggi le autorità filippine non hanno emesso alcuna dichiarazione ufficiale contro la compagnia, che continua a reclutare personale tra le migliaia di migranti che ogni giorno abbandonano il Paese.
     
    Secondo i dati della Philippine Overseas Employment Administration (Poea) dal 2007 al 2008 l’emigrazione verso il Medio Oriente ha visto un aumento del 29,5% che per la facilità di impiego si conferma tra le prime scelte dei migranti. E questo nonostante le terribili condizioni di lavoro, il rischio di conversioni forzate e gli abusi sessuali subiti dalle donne.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/07/2012 NEPAL - ARABIA SAUDITA
    Arabia Saudita, migliaia di lavoratori uccisi da sfruttamento, torture e alcolismo
    Lo rivela una ricerca dell'ambasciata nepalese a Riyad. Dal 2000 sono morti oltre 3mila lavoratori migranti nepalesi. La media è di uno ogni 162 persone.

    11/11/2009 INDONESIA – ARABIA SAUDITA
    L’Indonesia rimpatria migliaia di emigrati in Arabia Saudita: sfruttati sul lavoro
    In aumento i casi di sfruttamento, abusi e violenze, soprattutto verso i collaboratori domestici. Nelle carceri dell’Arabia Saudita sono detenuti circa 11mila immigrati illegali.

    13/09/2006 ARABIA SAUDITA
    Operai del Ciad in Arabia Saudita, condannati alla clandestinità

    Sono oltre 100 mila e la maggior parte è nata in Arabia, ma non riescono a ricevere la cittadinanza saudita e non hanno diritto di soggiorno. Non possono andare a scuola, né ricevere cure mediche in ospedale.



    06/08/2016 11:31:00 FILIPPINE – ARABIA SAUDITA
    Manila in soccorso di 20mila lavoratori migranti che soffrono la fame in Arabia Saudita

    Il governo vuole portare assistenza umanitaria, legale e trovare un modo per rimpatriarli. A causa del calo del prezzo del petrolio, i filippini non vengono pagati da mesi, costretti a fare l’elemosina e a frugare nella spazzatura per sopravvivere.

     



    22/02/2010 FILIPPINE - ARABIA SAUDITA
    Migrante cattolica in Arabia Saudita: tre anni senza messa e giorno di riposo
    Nel Paese islamico non esiste la libertà religiosa. La donna per mantenere la fede si rifugiava a pregare nella sua stanza. I vescovi filippini invitano i fedeli a pregare e riflettere sulla triste condizione dei lavoratori all’estero.



    In evidenza

    RUSSIA-UCRAINA
    La riconciliazione possibile fra Mosca e Kiev

    Vladimir Rozanskij

    Il Sinodo straordinario per i 100 anni della restaurazione del Patriarcato di Mosca, ha rivolto un appello per il ritorno alla comunione con il Patriarcato di Kiev. La risposta di Filaret , molto positiva,  chiede perdono e offre perdono. Da anni vi sono prevaricazioni, espressioni di odio, sequestri di chiese. L’invasione della Crimea ha acuito la divisione. Il governo ucraino rema contro.


    VATICANO-MYANMAR-BANGLADESH
    Non solo Rohingya: il messaggio di papa Francesco a Myanmar e Bangladesh

    Bernardo Cervellera

    L’informazione troppo concentrata sul “dire/non dire” la parola Rohingya. Il papa evita il tribunale mediatico o la condanna, ma traccia piste costruttive di speranza. Una cittadinanza a parte intera per le decine di etnie e uno sviluppo basato sulla dignità umana. L’unità fra i giovani e le diverse etnie, ammirata da buddisti e musulmani.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®