26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 05/06/2010 09:34
FILIPPINE – ARABIA SAUDITA
Infermiere filippine a Ryadh contro il centro di assistenza ai migranti: ci hanno abbandonato
Accusato in questi giorni il responsabile all’assistenza dell’Overseas Workers Employment Administration di Ryadh. Invece di aiutare le infermiere vittime di abusi le invitava a tornare al lavoro. Le 30 donne, sono rimpatriate in marzo e lavoravano per l’Annasbah, compagnia di Ryadh nota per i continui abusi a danno dei dipendenti. Ora temono per la sorte di altre 30 compagne ancora bloccate nella capitale saudita.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 30 infermiere filippine, per anni vittime di abusi della compagnia Saudita Annasbah, hanno accusato in questi giorni l’ufficio di assistenza dell’Overseas Workers Employment Administration (Owwa) di Ryadh di essere in combutta con i loro datori di lavoro. Le donne si erano a più riprese rivolte al centro di assistenza gestito da filippini per ottenere il permesso di rimpatrio, ma sono state ignorate e rimandate al lavoro, senza alcuna assistenza medica. Dopo mesi di attesa sono riuscite a rimpatriare pagando però di tasca propria il biglietto di ritorno. Ora temono per la sorte di altre 30 compagne rimaste in Arabia Saudita.

Eppie Bellama, una delle vittime, afferma:“Invece di aiutarci, l’Amministrazione dei lavoratori esteri filippini di Ryadh ha prolungato la nostra agonia lasciandoci nelle mani dei nostri sfruttatori, e ora sta facendo lo stesso con le nostre compagne rimaste in Arabia Saudita”. Insieme alle altre infermiere la donna ha stilato in questi giorni una lista di accuse rivolte a Nestor Burayag, responsabile dell’ufficio di assistenza dell’Owwa in Arabia Saudita.
 
Il documento elenca i “cinque peccati mortali” compiuti da Burayag: il ritardo nel processo di rimpatrio per non aver fatto pressioni sulla Annasbah nel rilascio dei visti; la mancata assistenza alimentare e medica per le infermiere ammalate; il pagamento di mille euro per il biglietto di ritorno a carico delle donne, invece di esigere il rimborso all’azienda. Burayag ha anche chiesto alle infermiere di fermare le loro proteste e di ritornare al lavoro.   
 
L’Annasban è una nota compagnia Saudita attiva nel servizio ospedaliero e si serve della collaborazione dell’Owwa per cercare nelle Filippine lavoratori migranti da inserire all’interno delle sue strutture. In questi anni è stata spesso accusata di sfruttamento e di tenere in condizioni disumane i propri impiegati con la parziale copertura dei responsabili dell’Owwa di Ryadh. Essi hanno il compito di fornire assistenza ai migranti e di segnalare al governo filippino eventuali abusi compiuti dalle aziende.
 
In gennaio, 88 infermiere hanno indetto uno sciopero della fame per protestare contro la compagnia e l’ufficio di assistenza ai migranti che avevano negato il rientro in patria a una collega ammalatasi durante il servizio, giudicando inappropriata la richiesta. A tutt’oggi le autorità filippine non hanno emesso alcuna dichiarazione ufficiale contro la compagnia, che continua a reclutare personale tra le migliaia di migranti che ogni giorno abbandonano il Paese.
 
Secondo i dati della Philippine Overseas Employment Administration (Poea) dal 2007 al 2008 l’emigrazione verso il Medio Oriente ha visto un aumento del 29,5% che per la facilità di impiego si conferma tra le prime scelte dei migranti. E questo nonostante le terribili condizioni di lavoro, il rischio di conversioni forzate e gli abusi sessuali subiti dalle donne.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
11/11/2009 INDONESIA – ARABIA SAUDITA
L’Indonesia rimpatria migliaia di emigrati in Arabia Saudita: sfruttati sul lavoro
13/09/2006 ARABIA SAUDITA
Operai del Ciad in Arabia Saudita, condannati alla clandestinità
22/02/2010 FILIPPINE - ARABIA SAUDITA
Migrante cattolica in Arabia Saudita: tre anni senza messa e giorno di riposo
di Santosh Digal
17/03/2012 ARABIA SAUDITA – FILIPPINE
Arabia Saudita, il 70% delle colf filippine subisce violenze fisiche e psicologiche
13/11/2004 MEDIO ORIENTE
La difficile situazione dei lavoratori domestici nel Golfo

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate