13/01/2006, 00.00
CINA - VIETNAM
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Influenza aviaria: rischio in aumento per le feste del nuovo anno lunare cinese

Lo temono gli esperti. Per la tradizionale festa, gran movimento di persone ed eccezionale commercio di pollame. Problemi identici e maggiori in Vietnam.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Per la festa del nuovo anno lunare, il 29 gennaio, è tradizione che tutti i cinesi tornino a casa e che su ogni tavola ci sia un bel pollo. Col rischio che la maggior circolazione di persone e l'accresciuto commercio di pollame favorisca contagi di influenza aviaria.

"Con il maggior commercio – avverte Leo Poon, microbiologo dell'Università di Hong Kong – aumentano i rischi che arrivino polli malati. In conseguenza, cresce il rischio di contagi umani".

I cinesi prediligono il pollame appena abbattuto e locomprano al mercato di zona, dove i polli vivi sono tenuti ammassati e spesso uccisi davanti al compratore. Il pollo ben cotto non causa il contagio, avvertono gli esperti, ma è pericoloso uccidere e maneggiare uccelli malati.

"Il numero dei contagi aumenterà – ha detto l'11 gennaio Shigeru Omi, direttore per il Pacifico occidentale dell'Organizzazione mondiale della sanità – con il nuovo Anno Lunare. La popolazione deve applicare le regole fondamentali di igiene personale… evitare di mangiare polli morenti o malati".

Il pericolo deriva anche dal grande movimento di milioni di persone che tornano a casa. Per decine di milioni di lavoratori migranti è l'unica occasione annuale per tornare a casa.

A Pechino e in altre città è in vigore il divieto di vendere pollame vivo, istituito mesi fa. La vendita "non è ancora permessa – ha ammesso Lei Decai, dirigente del settore agricolo della città - perché l'influenza aviaria non è ancora terminata".

Anche a Hong Kong è vietata l'importazione di pollame, salvo 30 mila polli al giorno provenienti da fattorie sotto controllo. Le autorità stanno valutando se consentire maggiori arrivi per il periodo della festività. "E' necessario – afferma Chui Ming-tuen, membro dell'Associazione di Hong Kong per la vendita all'ingrosso del pollame – che ci sia pollo per ogni famiglia". Il virus ha colpito la città nel 1997 uccidendo 6 persone, ma poi non è più comparso.

Ancora maggiore il pericolo nel Vietnam, che pure celebra la festa. La vendita di pollame era stata vietata dopo la morte di un uomo lo scorso ottobre, la 42ma vittima nel Paese. Ma ora è permessa, con severi controlli. Ad Hanoi e Ho Chi Minh City sono forniti 80 mila polli al giorno, dietro attento controllo, ma le due città insieme contano 13 milioni di abitanti. Le autorità sanitarie ammoniscono di comprare solo gli animali controllati dagli ispettori, ma viene venduto anche pollame con falsi timbri di autorizzazione. (PB)

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