09/03/2016, 08.58
ISRAELE - PALESTINA
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Intifada dei coltelli, un morto e 12 feriti. Israeliani: gli insediamenti non aiutano la sicurezza

Un cittadino americano è rimasto ucciso durante un assalto sferrato da un 21enne palestinese. Dopo aver colpito in quattro punti di Tel Aviv, il giovane è stato ucciso dalla polizia. Biden incontra Netanyahu e Abbas. Secondo un sondaggio il 30% degli israeliani pensa che le colonie siano una minaccia alla sicurezza. E i musulmani sono discriminati rispetto agli ebrei. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Un turista americano è rimasto ucciso in un attacco all’arma bianca sferrato ieri da un assalitore solitario, un 21enne palestinese che ha attaccato in diverse zone turistiche di Tel Aviv, prima di essere ucciso a sua volta dalle forze di sicurezza israeliane. Nell’assalto, avvenuto in concomitanza con l’arrivo nel Paese del vice-presidente Usa Joe Biden, sono rimaste ferite anche altre 12 persone, alcune delle quali in modo grave. 

Fonti locali riferiscono che dietro l’attacco vi sarebbe un giovane palestinese originario di Qalqilya, una cittadina della Cisgiordania; dopo aver colpito in quattro punti della città, fra cui il lungomare di Jaffna, egli è stato “neutralizzato” [ucciso a colpi di pistola, ndr] dalla polizia. 

Al momento non si conosce l’identità dell’unica vittima, un cittadino americano. 

Dall’ottobre scorso, dopo una serie di provocazioni da parte di ebrei ultra-ortodossi di andare a pregare sulla Spianata delle moschee  si sono moltiplicati incidenti e scontri in Israele e nei territori palestinesi, nel contesto della cosiddetta “intifada dei coltelli”. Finora sono stati uccisi 184 palestinesi, 28 israeliani, due americani, un sudanese e un eritreo. La maggior parte dei palestinesi è stata uccisa mentre tentavano di accoltellare o di colpire con armi o con l’auto passanti o soldati. Altri sono stati uccisi nel corso di manifestazioni o in scontri con i militari.

Oggi Biden - che ieri al suo arrivo si è intrattenuto con l’ex presidente Shimon Peres - incontra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Al centro dei colloqui un sistema di aiuti nel settore della difesa, dal valore complessivo di 3,1 miliardi di dollari all’anno. Il viaggio del vicepresidente Usa in Israele giunge in un periodo di minimo storico nei rapporti fra i due governi; di recente il premier israeliano ha declinato un invito alla Casa Bianca del presidente Usa Barack Obama per parlare di sicurezza e di pace. 

Intanto fanno discutere i risultati emersi in un sondaggio elaborato dall’istituto di ricerca Usa Pew Research Center dai quali emerge che la maggior parte degli israeliani non sono convinti che gli insediamenti in Cisgiordania rafforzino la sicurezza dello Stato ebraico. Il 30% degli ebrei israeliani intervistati ritiene che “gli insediamenti minano la sicurezza” del Paese. il 25% pensa invece che “non fanno alcuna differenza” in tema di sicurezza. Il 42% è invece convinto, secondo la politica della destra israeliana, che gli insediamenti siano vitali per la sicurezza del Paese. 

L’inchiesta, elaborata fra l’ottobre 2014 e il maggio 2015 su un campione di 5.601 israeliani adulti, rivela inoltre che gli arabi israeliani - il 205 degli 8,4 milioni di abitanti - ritengono che i musulmani siano discriminati rispetto ai cittadini ebraici. Per il 79% vi è infatti una “profonda discriminazione”. 

Gli insediamenti sono comunità abitate da civili israeliani e costruite nei territori conquistati da Israele dopo la Guerra dei sei giorni nel giugno del 1967, in Cisgiordania, a Gerusalemme Est, nelle Alture del Golan e nella Striscia di Gaza. Nel 1979 Israele si è ritirata dagli insediamenti in Sinai dopo aver firmato l’accordo di pace con l’Egitto, e nel 2005 l’allora primo ministro israeliano Ariel Sharon ha ordinato lo smantellamento di 17 colonie israeliane nella Striscia di Gaza.

Al momento le colonie si trovano a Gerusalemme Est, in Cisgiordania e sulle Alture del Golan. Secondo dati del ministero degli Interni israeliano, gli insediamenti riconosciuti in Cisgiordania sono almeno 133 - cui si aggiungono un centinaio di “avamposti” - e ospitano circa 500mila persone, a Gerusalemme Est vivono circa 300 mila israeliani e 20 mila nelle Alture del Golan. Negli ultimi cinque anni i coloni israeliani in Cisgiordania sono aumentati del 20 per cento.

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