14/05/2018, 08.56
IRAQ

Iraq, elezioni parlamentari: vincono l’astensionismo e le forze anti-sistema

In vantaggio il movimento populista guidato dal leader radicale sciita Moqtada al-Sadr. I suoi sostenitori hanno celebrato a lungo per le vie della capitale. Solo terzo il partito del premier uscente al-Abadi, protagonista della lotta contro l’Isis. Bassa l’affluenza, con un dato del 44,5%. Non si sono registrati gravi incidenti. 

 

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Il successo di movimenti “populisti” anti-sistema e un dato relativo all’astensionismo di gran lunga superiore al passato (e alle previsioni). È questo il primo, parziale bilancio delle elezioni politiche che si sono svolte il 12 maggio scorso in Iraq per il rinnovo dei 329 membri del Consiglio dei rappresentanti (il Parlamento unicamerale). 

Si tratta del primo voto dalla vittoria dell’esercito governativo contro il gruppo jihadista Stato islamico (SI, ex Isis), che per oltre due anni ha controllato quasi la metà del territorio nazionale. 

il primo dato ufficiale è relativo all’affluenza, che si è attestata attorno al 44,5%: un calo netto rispetto alle consultazioni elettorali del recente passato. 

Il voto del 12 maggio si è svolto nella maggior parte dei casi con regolarità e non si sarebbero registrati incidenti o attacchi di grave entità. I risultati finali dovrebbero essere diffusi nella tarda serata di oggi o nelle prime ore di domani. Tuttavia, a causa del complesso sistema delle assegnazioni servirà del tempo prima di sapere i nomi dei 329 deputati. 

Con la grande maggioranza delle schede scrutinate appare comunque sempre più netto il successo della fazione guidata dal leader radicale Moqtada al-Sadr, rivale [all’interno della comunità sciita] del premier uscente Haidar al-Abadi. I suoi sostenitori hanno celebrato a lungo per le vie del quartiere di Sadr City, a Baghdad, dove vivono fino a tre milioni di persone. Il leader radicale sciita aveva conquistato un ruolo di primo piano all’indomani della caduta dell’ex raìs Saddam Hussein. La sua ascesa è stata però contrastata con forza all’epoca dall’ayatollah al-Sistani, la più importante figura religiosa del Paese. (DS)

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