13/10/2017, 14.24
PAKISTAN

Islamabad, la commissione elettorale esclude un partito ‘terrorista’

La Milli Muslim League è stata lanciata ad agosto come “volto pulito” di un gruppo islamico bandito dal governo. Quest’ultimo fa da copertura ad un movimento armato affiliato ad al-Qaeda. “Impedire che i militanti entrino nell’arena politica con i mezzi democratici”.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – La Commissione elettorale del Pakistan ha respinto la richiesta di iscrizione alle urne del nuovo partito politico Milli Muslim League (Mml) a causa dei suoi espliciti legami con un gruppo terrorista islamico bandito da tempo. La formazione politica non potrà più partecipare a nessuna consultazione elettorale, di tipo statale o generale.

Esperti sottolineano l’importanza della decisione e ricordano che il partito Mml è stato lanciato lo scorso agosto come “volto pulito” dell’organizzazione “benefica” Jamaat-ud-Dawa (JuD), bandita dal governo di Islamabad. Quest’ultima è la copertura del gruppo armato terrorista Lashkar-e-Taiba (LeT), fiancheggiatore di al-Qaeda. A capo del LeT vi è Hafiz Saeed, accusato di essere il pianificatore degli attacchi terroristici nella città indiana di Mumbai del 2008, che hanno ucciso più di 160 persone. L’Onu giudica l’uomo un terrorista; dal 2012 gli Stati Uniti hanno posto sulla sua testa una taglia di 10 milioni di dollari; dal gennaio di quest’anno egli è agli arresti domiciliari nella città di Lahore, in base alle leggi locali contro il terrorismo.

Tallal Chaudhry, ministro di Stato per gli affari interni, specifica che “in nessuna circostanza [il governo] permetterà ad un soggetto politico con comprovato coinvolgimento nel promuovere la violenza e il terrorismo di diffondere la propria ideologia estremista attraverso la democrazia e i mezzi politici”.

La Milli Muslim League ha già superato la prove delle urne a settembre, quando a Lahore si è disputata l’elezione straordinaria per il seggio di Nawaz Sharif, ex premier esonerato dalla Corte suprema, rimasto vacante. In quella tornata, il candidato sostenuto dal partito si è piazzato al quarto posto. Alla notizia del risultato, molti hanno espresso preoccupazione sulla progressiva affermazione di gruppi militanti nell’arena politica del Pakistan. Osservatori hanno definito come “allarmante” la capacità di raccogliere consensi in così poco tempo, riuscendo a mobilitare un numero di voti sufficiente a produrre uno sfidante credibile.

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