23/11/2020, 09.07
HONG KONG-CINA
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Joshua Wong, Agnes Chow e Ivan Lam si dichiarano colpevoli: rischiano 5 anni di prigione

di Paul Wang

I tre, già leader di “Occupy Central”, ammettono di aver organizzato e incitato una manifestazione contro la polizia il 21 giugno 2019, nel pieno dell’opposizione alla legge sull’estradizione, poi ritirata dal governo. Wong: “Generazioni di giovani passano dalle proteste alla prigione per salvaguardare la libertà nel luogo dove siamo nati”. Chow: “Cercherò di sostenere questo con coraggio”. Per Lam l’assedio al quartiere della polizia era “un comportamento necessario per combattere per la democrazia”.

Hong Kong (AsiaNews) – Tre giovani attivisti pro-democrazia si sono dichiarati colpevoli di coinvolgimento in manifestazioni contro la polizia e il governo e rischiano fino a 5 anni di prigione. Joshua Wong, Agnes Chow e Ivan Lam sono comparsi stamane davanti alla corte di West Kowloon e hanno ammesso la loro colpa nell’aver contribuito a un assedio davanti al quartier generale della polizia il 21 giugno 2019. In seguito alle manifestazioni contro la legge sull’estradizione, migliaia di persone hanno circondato la sede delle forze dell’ordine per molte ore. Wong ha riconosciuto di aver organizzato un raduno non autorizzato; Chow e Lam di aver incitato alla partecipazione. Agnes Chow si era già dichiarata colpevole; Wong e Lam all’inizio si erano dichiarati innocenti, ma oggi hanno deciso di dichiararsi colpevoli. Il giudice Wong Sze-lai ha decretato la loro custodia fino al 2 dicembre, quando sarà emessa la sentenza.

Prima di entrare in corte, Wong ha dichiarato che egli spera che il loro processo e condanna possa attirare l’attenzione da un sistema di giustizia “criminale”, perché “manipolato da Pechino”.

“Nella continua repressione contro i cittadini del territorio – ha aggiunto – generazioni di giovani passano dalle proteste alla prigione per salvaguardare la libertà nel luogo dove siamo nati”.

“Ciò che stiamo facendo è un tentativo di spiegare i valori della libertà al mondo, attraverso la nostra compassione verso chi amiamo, tanto da essere pronti a sacrificare la nostra stessa libertà”.

Da parte sua, Lam ha spiegato che l’assedio al quartiere della polizia era “un comportamento necessario per combattere per la democrazia”.

Agnes Chow ha detto di essere preparata ad andare in prigione, anche se “un po’ impaurita”. Sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Se vado in prigione, sarà per la prima volta. Comunque, in confronto a molti miei amici, so che sto sopportando molto poco. Cercherò di sostenere questo con coraggio”.

Wong, Lam e Chow sono fra i protagonisti del sit-in di “Occupy Central”, durato quasi tre mesi per richiedere la piena democrazia per Hong Kong. Essi sono anche fra i fondatori del partito Demosisto che oltre a rivendicare autonomia per il territorio, è stato spesso accusato di esigere l’indipendenza di Hong Kong dalla Cina. Il partito è stato dissolto ore prima che la nuova legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino, venisse applicata sul territorio. La legge vieta e punisce atti e attività di secessione, sovversione, terrorismo e collaborazione con forze straniere che mettono in pericolo la sicurezza nazionale.

Tale legge è stata varata per fermare le manifestazioni durate quasi un anno, iniziate per contestare la legge sull’estradizione – poi ritirata dal governo – e divenute un movimento per la piena democrazia ad Hong Kong. Ai margini del movimento vi sono state anche azioni di vandalismo e violenza da parte di gruppi radicali. Dal varo della legge sulla sicurezza sono state arrestate migliaia di persone, in maggioranza giovani.

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