5 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 22/01/2011
LIBANO
Joumblatt con gli Hezbollah: un “colpo di Stato bianco”
di Paul Dakiki
In forse la ricandidatura di Hariri. I suoi sostenitori studiano il da farsi. Geagea ha cancellato una visita in Francia. Turchia e Qatar abbandonano la mediazione. Fra due giorni iniziano le consultazioni del presidente per un nuovo governo. Timori per un nuovo stallo politico e forse per nuove tensioni fra sunniti e sciiti.

Beirut (AsiaNews) – I politici del “14 marzo”, il gruppo che sostiene il premier Saad Hariri, si incontrano oggi pomeriggio ad Ashrafieh per valutare quello che è stato definito il “colpo di Stato in bianco” messo a segno ieri sera dal leader druso Walid Joumblatt, che in una conferenza stampa ha dichiarato di voler sostenere gli Hezbollah nella costituzione di un nuovo governo libanese.
 
Joumblatt ha dichiarato con una certa solennità che egli si schiera “a fianco della Siria e della resistenza”. E ha detto di compiere questa scelta per “la stabilità del Libano”.
 
La scorsa settimana Hezbollah ha fatto cadere il governo di unità nazionale, accusando il premier Hariri di non sconfessare il Tribunale internazionale per il Libano, che – secondo rumori della stampa – dovrebbe accusare alcuni membri del movimento di guerriglia sciita quali responsabili dell’assassinio di Rafic Hariri (padre di Saad) il 14 febbraio del 2005.
 
Il fatto curioso è che anche il padre di Walid Joumblatt si sospetta sia stato assassinato dai siriani e egli stesso ha appoggiato il movimento nazionale per espellere l’esercito siriano dal Libano nel 2005.
 
Nell’attesa che il presidente Michel Suleiman apra le consultazioni fra due giorni, Samir Geagea, responsabile maronita della coalizione “14 marzo”, ha cancellato una sua visita in Francia, per rimanere in Libano e studiare la situazione.
 
Nei giorni scorsi ministri di Turchia e Qatar (e da lontano l’Arabia saudita e la Siria) si sono affrettati per una mediazione, ma il loro lavoro è stato vano.
 
Nonostante gli ostacoli, Saad Hariri ha deciso di ricandidarsi al governo, ma dopo le dichiarazioni di Joumblatt una sua rielezione pare difficile. Per vincere al parlamento, Hariri avrebbe bisogno di almeno 65 voti su 128 (ne ha 60); Hezbollah e i suoi alleati comandano 57 voti. Secondo analisti, Joumblatt potrebbe convogliare almeno 7 voti dei 10 del suo partito. In ogni caso Hezbollah ha già dichiarato che non sosterrà un’altra volta Saad Hariri e ha proposto il sunnita Omar Karamé.
 
Lo sbriciolamento del governo di unità nazionale e delle coalizioni rischia di aprire una nuova lunga crisi nel Paese dei cedri, che è rimasto per mesi senza presidente e senza governo. Alcuni temono che si riapra una lotta fra sunniti e sciiti come nel maggio 2008, con centinaia di morti, portando il Paese sull’orlo della guerra civile.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
19/01/2011 LIBANO
Mediatori all’opera a Beirut, ma le prospettive sono quasi nulle
22/07/2010 LIBANO - SIRIA - IRAN
Nuove tensioni in Libano : Hezbollah fra i responsabili dell’uccisione di Hariri
di Fady Noun
26/11/2010 LIBANO
Tensione a Beirut mentre si avvicina l’atto di accusa per l’assassinio di Hariri
di Fady Noun
18/01/2011 LIBANO
Prime manifestazioni in piazza mentre giungono a Beirut inviati del mondo arabo
15/02/2010 LIBANO
La manifestazione in ricordo di Rafic Hariri interroga anche il 14 Marzo
di Fady Noun

In evidenza
ASIA-UE
La morte del piccolo Aylan e quella di tutto il Medio oriente
di Bernardo CervelleraTutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia. Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra. Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate