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  • » 12/04/2017, 12.05

    INDIA

    Kandhamal, tre cristiani battezzati: siamo disposti a morire per la fede

    Santosh Digal

    Oggi Chandrika Digal e i figli Prabin e Rohim hanno ricevuto il battesimo. Il minore ha avuto anche i sacramenti della confessione e della prima comunione: “sarò un missionario”. I tre cristiani si sono avvicinati alla Chiesa sei anni fa e hanno seguito un percorso di formazione con l’aiuto dei catechisti locali.

    Raikia (AsiaNews) – “Per noi il battesimo è una nuova nascita”. Lo affermano ad AsiaNews tre cristiani, una madre e i suoi due figli, che oggi sono stati battezzati nella parrocchia di Nostra Signora della Carità a Raikia, nel distretto di Kandhamal (Orissa). Il loro battesimo assume ancora più significato se si considera che nel 2008 il distretto è stato teatro delle peggiori violenze mai perpetrate in India contro i cristiani, durante le quali i radicali indù provocarono la morte di quasi 100 persone e costrinsero alla fuga altre 65mila. Chandrika Digal, 40 anni e madre di Prabin (22) e Rohim (16), afferma commossa: “Siamo grati a Dio di aver avuto l’opportunità di ricevere il battesimo secondo le nostre intenzioni. In Cristo noi abbiamo tutto. Accogliamo Gesù come nostro salvatore. Questa è una benedizione di Dio e noi siamo grati a lui per il dono della fede cattolica”. E Prabin aggiunge: “Siamo disposti a morire per la fede e per Cristo. Per noi sarebbe un grande onore morire per la fede”.

    Chandrika è casalinga e svolge lavori occasionali. La donna racconta che negli ultimi sei anni lei e i suoi figli hanno partecipato alle preghiere e sono stati seguiti dai catechisti locali. Dopo questo periodo di discernimento e osservazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, che fanno capo alla diocesi di Cuttack-Bhubaneshwar, “ora siamo pronti per abbracciare la fede con coraggio”. “Dentro di me – aggiunge – sento una immensa gioia. Oggi accolgo la fede cristiana, che io e i miei figli abbiamo accettato con libertà, piena consapevolezza e volontà”. Parlando della formazione durante gli anni di discernimento, la donna spiega “di non sapere né leggere né scrivere, ma sto imparando varie preghiere e la dottrina con l’aiuto dei catechisti. Questo è il volere di Dio. Oggi è un giorno meraviglioso e il giorno di Pasqua sarà ancora più memorabile per noi tre, perché segnerà la nostra nuova vita in Gesù. Inizieremo una nuova vita con la fede in Cristo”.

    Prabin, il figlio maggiore, aggiunge che “sono l’amore di Dio e la sua volontà i motivi della nostra conversione. È stato il desiderio divino che ci ha accolto nella Chiesa”. Parlando poi della persecuzione dei cristiani dell’Orissa e delle continue intimidazioni che la minoranza subisce in India, il giovane afferma: “Saremo saldi nella nostra fede qualunque cosa accada. Siamo pronti a professarla con coraggio, convinzione e grande apertura. Non esiterò e non avrò dubbi nel proclamare la mia identità cattolica persino in situazioni ostili o pericolose”.

    Il figlio minore Rohim sta per affrontare gli esami della 10ma classe al Vijay High School (liceo cattolico) di Raikia e ha già le idee chiare: sarà un missionario. Per questo oggi egli ha ricevuto non solo il sacramento del battesimo, ma anche quello della confessione e della prima comunione. Inoltre dal 7 al 9 maggio parteciperà al ritiro vocazionale organizzato dall’arcidiocesi. “Il mio più grande desiderio è diventare un missionario – riferisce – con la benedizione di Dio. Sono felice di aver conosciuto Cristo, che amo e seguo come mio maestro e salvatore”. “Pregate per noi – conclude la madre – e per il nostro cammino di fede nella Chiesa cattolica”.

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