10/01/2011, 00.00
PAKISTAN
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Karachi: 50mila in piazza in difesa della legge sulla blasfemia

di Jibran Khan
La marcia organizzata da leader fondamentalisti, che celebrano l’assassino di Salman Taseer come “eroe dell’islam”. Appello del papa al governo pakistano per la cancellazione della norma, perché “pretesto” per violenze e ingiustizie. Cristiani pakistani pregano per il governatore del Punjab, definito “un martire” dal quotidiano saudita Arab News.
Lahore (AsiaNews) – Cantando slogan anti-governativi, almeno 50mila persone hanno marciato ieri per le vie di Karachi – capitale finanziaria del Pakistan – manifestando contro l’ipotesi di modifica alla legge sulla blasfemia. Alla testa del corteo vi erano i leader radicali, che hanno definito Mumtaz Hussain Qadri – l’assassino del governatore del Punjab Salman Taseer – un “eroe dell’islam”. A Islamabad e Lahore, invece, centinaia di cristiani hanno partecipato alla messa domenicale rendendo omaggio alla memoria di Taseer. Contro la legge sulla blasfemia ha parlato oggi anche Benedetto XVI: nel discorso al corpo diplomatico Vaticano il papa spiega che la norma lede “il diritto delle persone alla libertà religiosa” e invita il governo a “compiere gli sforzi necessari per abrogarla”. Il quotidiano saudita Arab News dedica un lungo editoriale all’omicidio del governatore del Punjab, la cui lotta contro le violenze e il fanatismo lo hanno “trasformato in un martire”.
 
Ieri a Karachi 50mila persone hanno invaso il centro città per celebrare Mumtaz Hussain Qadri e l’omicidio di Salman Taseer, il governatore finito nel mirino dei fondamentalisti perché ha definito una “legge nera” la norma sulla blasfemia. La manifestazione è stata promossa da gruppi estremisti islamici e ha visto la partecipazione di Hafiz Saeed, capo del partito fuorilegge Jamaat-ud-Dawah. I dimostranti indossavano fasce per capelli verdi – il colore dell’islam – e brandivano bandiere con impressi versetti del Corano. Principali bersagli dei cori il governo pakistano e gli Stati Uniti. Fazlur Rehman, capo del movimento filo-talebano Jamiat Ulema Islam e leader della manifestazione, ha ricordato che Taseer “è responsabile del suo omicidio”. Altri si sono rivolti alla folla sottolineando che la legge sulla blasfemia “è una legge divina e nessuno può cambiarla” e annunciano una “lunga marcia verso Islamabad”, oltre a manifestazioni “in tutto il Paese”.
 
Della legge sulla blasfemia ha parlato oggi Benedetto XVI, nel suo discorso agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Il papa sottolinea la “menzione particolare” che deve essere fatta della “legge contro la blasfemia in Pakistan”, perché lesiva del “diritto delle persone alla libertà religiosa”. Benedetto XVI invita le autorità di governo a “compiere gli sforzi necessari per abrogarla”, perché “pretesto” per provocare “ingiustizie e violenze contro le minoranze religiose”. “Il tragico assassinio del Governatore del Punjab – spiega il papa – mostra quanto sia urgente procedere in tal senso”.
 
Ieri intanto i cristiani di tutto il Paese hanno partecipato alle messe domenicali per ricordare Salman Taseer. A Islamabad i fedeli si sono riuniti nella chiesa di Nostra Signora di Fatima; durante l’omelia p. Anwar Patras Gill ha invitato a pregare per il governatore, morto perché “si stava battendo per la giustizia dei cristiani in Pakistan e la pace per tutto il mondo”. Nella cattedrale di Lahore p. Daniel Habib ha guidato una preghiera alla quale hanno preso parte oltre 250 persone. Il sacerdote ha voluto “dedicare questo giorno” a Taseer. Intanto le autorità hanno rafforzato la sicurezza attorno all’abitazione di Sherry Rehman, a Karachi, nel timore di possibili attacchi. L’ex Ministro dell’informazione e membro del partito di governo PPP, tra i promotori di un cambiamento alla legge sulla blasfemia, afferma di non temere le proteste: “non possono zittirmi – spiega ad AsiaNews – e non possono decidere cosa dobbiamo dire o pensare, queste sono leggi fatte dagli uomini”. 
 
L’omicidio del governatore del Punjab ha avuto una vasta eco sui giornali di tutto il mondo, fra cui il saudita Arab News che lo ricorda in un lungo editoriale. Il quotidiano celebra il coraggio di Salman Taseer, la cui strenua opposizione “all’estremismo e alla violenza gli sono costati la vita” e lo hanno “trasformato in un martire”. Mumtaz Hussain Qadri è bollato come “un omicida sorridente e privo di scrupoli e un ignaro strumento del male”. L’articolo si conclude invitando i leader della nazione a opporsi a forze deviate che “minacciano di far piombare nell’oscurità il Pakistan e l’islam”.
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