04/03/2014, 00.00
NEPAL - CINA
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Kathmandu taglia i costi per salire sull'Everest. Ai danni di Pechino

di Christopher Sharma
Il governo nepalese ha fissato nuove tariffe per gli scalatori che intendono salire sulla vetta più alta del mondo. La decisione ha provocato l'esodo dei turisti dalla Cina, che per ora non reagisce alla decisione.

Kathmandu (AsiaNews) - Per aumentare il flusso di scalatori intenzionati che vogliono salire sull'Everest, la vetta più alta del mondo, il governo nepalese ha annunciato di aver abbassato in maniera considerevole le tariffe richieste ai turisti. I nuovi regolamenti hanno già attirato centinaia di sportivi, che hanno cancellato i contratti stipulati con le agenzie cinesi che forniscono lo stesso servizio. Il monte è accessibile da entrambi i lati, ed entrambi i governi impongono da anni tariffe assicurative per chi intende salirvi sopra.

Secondo il nuovo tariffario, durante la stagione primaverile il costo per scalatore che intende percorrere il Southeast Ridge - la rotta più battuta per arrivare alla vetta - è stato abbassato da 25mila a 11mila dollari americani. Per ogni altra rotta il costo è di 10mila dollari. In autunno il prezzo cala a 5.500 dollari (contro i 12.500 precedenti), mentre per estate e inverno si arriva a 2.750 dollari contro i 6.250 del vecchio tariffario. Tuttavia, le nuove leggi impongono a ogni singolo scalatore di assumere uno sherpa d'alta quota: in precedenza era comune vedere uno o due sherpa per gruppi fino a 15 persone. Le nuove tariffe entreranno in vigore dal primo gennaio 2015.

Mohan Krishna Sapkota, portavoce del ministero nepalese del Turismo, spiega: "Negli ultimi tempi è divenuto sempre più frequente scalare in gruppo, e questo ha ridotto gli introiti del governo e la sicurezza degli scalatori. Per preservare la purezza del monte ed evitare incidenti abbiamo deciso di invogliare il più possibile gli scalatori singoli o in coppia. In ogni caso, abbiamo già avuto notizia di nuove iscrizioni provocate dall'abbassamento dei costi". A farne le spese sarà la Cina, che per il momento non ha reagito alla mossa di Kathmandu.

Pempa Dorje, sherpa che lavora per la World Wide Trekking, commenta: "Siamo felici di questa decisione, che porterà in Nepal centinaia di persone da tutto il mondo. Sappiamo che stanno cancellando le prenotazioni con le agenzie cinesi per venire da noi. Almeno 100 persone hanno già fatto questa scelta". 

 

 

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