07/01/2013, 00.00
RUSSIA

Kirill: Le campagne contro la Chiesa ortodossa russa non la ridurranno a una Chiesa del silenzio

Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie ha celebrato la notte scorsa il Natale nella cattedrale del Cristo Salvatore, dove è avvenuto l'oltraggio delle Pussy Riot. Per Kirill, nonostante l'opposizione alla Chiesa, "la società è divenuta più sensibile alla parola di Cristo". Nel 2013 saranno 1025 anni dal battesimo della Rus', "inizio di una nuova era" nella vita della nazione.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Nonostante tutte le campagne contro di essa, la Chiesa ortodossa russa è determinata a vivere la sua missione, non rimanendo "in silenzio di fronte al peccato, all'illegalità e all'ingiustizia". È quanto afferma Kirill, patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie in un'intervista ad Interfax alla vigilia del Natale ortodosso, che si celebra oggi.

"Tutta la nostra comunità, il clero e i laici attivi non hanno alcuna intenzione di gettare il guanto e fermare il nostro lavoro per promuovere valori morali e principi evangelici nella vita del nostro popolo. Non abbiamo alcuna intenzione di fermare il nostro lavoro missionario, la predicazione e le attività pubbliche".

"Si vorrebbe vedere la nostra Chiesa in silenzio di fronte al peccato, all'illegalità e all'ingiustizia. Si vorrebbe che essa non appaia molto - non perseguitata, non bandita, non esiliata. O la si vuol vedere solo come folklore, un ornamento esotico della vita popolare, ma senza una reale influenza sulle menti e sui cuori della gente".

Secondo il patriarca "la nostra società è divenuta più sensibile alla parola di Cristo" e per questo ci sono persone e gruppi che cercando di contrastare la Chiesa.

Il 2012 è stato un "annus horribilis" per l'Ortodossia russa e il patriarca in particolare, con una serie di critiche per il troppo appoggio a Vladimir Putin, culminato con l'offesa delle Pussy Riot, il gruppo di cantanti punk che si sono esibite sul presbiterio della cattedrale del Cristo Salvatore, subendo una condanna per offesa alla religione.

Nel suo messaggio di Natale, guardando al 2012, Kirill ringrazia Dio "per la sua grande e ricca misericordia e per le afflizioni che egli ha permesso noi sopportassimo. Lungo la sua intera storia la Chiesa non ha mai conosciuto lunghi periodi di benessere: dopo periodi di pace e tranquillità ci sono stati inevitabili tempi di discordi e tribolazioni. Eppure in tutte le circostanze la Chiesa ha proclamato la verità di Dio, in parole ed opere; essa la proclama oggi testimoniando che una società fondata sui principi del profitto, del caos morale, della libertà illimitata, del disdegno per le verità eterne e il rifiuto dell'autorità, è una società moralmente malata e minacciata da molti pericoli".

Ieri notte, il patriarca ha officiato la Divina liturgia proprio nella cattedrale moscovita, dove è avvenuto l'oltraggio delle Pussy Riot. Fra i fedeli vi era il primo ministro Dimitri Medvedev e sua moglie Svetlana. Putin, invece, ha partecipato a una liturgia stamattina presto, nella città di Sochi, sul Mar Nero.

Nel 2013 la Chiesa ortodossa russa celebrerà il 1025mo anniversario del battesimo del principe Vladimir, che ha portato al "battesimo della Rus", "L'accettazione della fede cristiana - ha ricordato Kirill nel suo Messaggio - è stata l'inizio di una nuova era nella vita della nostra nazione".

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