19/02/2010, 00.00
IRAN
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L’ayatollah Khamenei smentisce l’agenzia Onu sul nucleare

Il leader iraniano afferma che la fede islamica “non permette di fare uso” di armi nucleari. Ma l’Aiea sostiene che il Paese sta sviluppando operazioni per missili atomici. Il rapporto dell’agenzia Onu sarà presentato ai primi di marzo.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Il leader supremo iraniano ha negato oggi che il suo Paese stia sviluppando armi nucleari, dato che la fede islamica “non ci permette di farne uso”. Le sue dichiarazioni vengono a opporsi alle dichiarazioni contenute in un rapporto dell’Aiea (l’agenzia Onu per l’energia nucleare), secondo cui l’Iran sarebbe molto vicino alla produzione di bombe atomiche.

Visitando il sud dell’Iran, l’ayatollah Khamenei ha affermato molte volte che le accuse contro il suo Paese sono “senza fondamento” e che “noi non crediamo nelle armi atomiche, né le stiamo cercando”.

Proprio ieri, invece, il rapporto del nuovo capo dell’Aiea, il giapponese Yukiya Amano, diffuso da alcune agenzie di stampa, si diceva preoccupato sulle attività nucleari dell’Iran: “L’informazione di cui dispone l’agenzia – si afferma – solleva inquietudini sull’esistenza potenziale di attività segrete passate o presenti dell’Iran, legate allo sviluppo di una carica nucleare per un missile”. È la prima volta che l’Aiea parla di attività in corso, invece di riferirsi solo ad attività del passato.

Il rapporto conferma pure che l’Iran ha cominciato processi di arricchimento dell’uranio a livelli superiori del 20%. Si pensa che occorra un arricchimento del 90% per produrre una bomba.

L’Aiea sottolinea che è importante che l’Iran cooperi con l’agenzia “senza ulteriori ritardi”, dato che la sua resistenza va ad accrescere le preoccupazioni “riguardo possibili dimensioni militari del suo programma nucleare”,

Il rapporto verrà presentato ai membri dell’Aiea ai primi di marzo. Molta parte della comunità internazionale teme che il programma nucleare iraniano abbia scopi bellici. Perché Teheran desista Usa e altre nazioni vorrebbero incrementare le sanzioni contro l’Iran, ma trovano resistenza nella Cina, che invece preferisce ancora il dialogo e la diplomazia. L’Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare ha scopi pacifici.

 

 

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