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  • » 23/05/2016, 10.08

    VATICANO-ISLAM

    L’incontro fra papa Francesco e l’Imam di Al Azhar “per il dialogo e la pace nel mondo”

    Bernardo Cervellera

    Portavoce della Chiesa cattolica egiziana: “Felici per questo incontro”. Vicario di Al Azhar: “Un messaggio di tolleranza”. Gli alti e bassi del rapporto Vaticano-Al Azhar. La svolta con Al Sisi e il suo progetto di modernizzare l’Egitto e l’insegnamento dell’islam.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – “L’incontro di oggi fra l ‘imam di Al Azhar Sheikh Ahmed al-Tayeb e papa Francesco (v. foto 1) è importantissimo per riprendere il dialogo fra cristiani e musulmani e per lavorare per la distensione e la pace nel mondo”. P. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana commenta così per AsiaNews lo storico incontro che avviene oggi fra il pontefice e la personalità spirituale dell’università di Al Azhar, l’organismo più importante del mondo islamico sunnita.

    “Noi cristiani egiziani – continua p. Greiche – siamo felici per questo incontro, che era atteso da lungo tempo”.

    Stesse prospettive positive sono espresse dal vicario dell’imam di Al Azhar, Abbas Shuman. In un’intervista all’Afp egli ha sottolineato il valore di questo ritrovarsi fra il capo della Chiesa cattolica e il massimo rappresentante della più prestigiosa istituzione sunnita. Egli ha sottolineato che il messaggio dello Sheikh al-Tayeb è un “messaggio di tolleranza”, che aiuterà a precisare l’immagine del “vero islam e correggere i fraintendimenti creati dai gruppi terroristi ed estremisti”.

    Abbas Shuman ha fatto notare che l’incontro di oggi è dovuto al miglioramento dei rapporti fra Vaticano e Al Azhar in seguito all’elezione di papa Francesco nel marzo 2013 e con lo scambio di lettere personali fra i due leader.

    In precedenza i rapporti fra Vaticano e Al-Azhar sono stati segnati da tensione e fraintendimenti. Nel 2006, Benedetto XVI ha pronunciato il magistrale discorso di Regensburg, in cui suggeriva all’islam di rivedere il suo rapporto con la violenza, definita “irrazionale” e quindi non degna di Dio e di una posizione religiosa. Al Azhar si è accodato al coro di molto mondo islamico, ritenutosi offeso per l’equazione (di per sé non presente nel discorso di Benedetto XVI) fra islam e violenza. Purtroppo, in risposta a quel discorso del papa tedesco, in diversi Paesi – Libano, Pakistan, Iran, .. – vi sono stati episodi di dimostrazioni violente.

    Un altro incidente è stato provocato nel 2011, in cui in seguito all’attacco ad alcune chiese cristiane ad Alessandria, Benedetto XVI domandò più protezione per i cristiani e maggior pace per l’Egitto. Al Azhar accusò il pontefice di intromettersi negli affari interni di un altro Paese.

    Il Vaticano non ha mai smesso di tentare la ripresa del dialogo. Nel 2014 un emissario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha visitato Al Azhar, ma non ha potuto incontrare Al Tayeb, che si era sottoposto a un’operazione al cuore.

    Nel novembre 2015 un rappresentante del Pontificio consiglio è tornato al Cairo portando con sé l’invito per un incontro con papa Francesco, ma – secondo le cronache di allora – lo Sheikh si è limitato a ricevere la lettera senza proferire una parola e senza fermarsi con l’ospite.

    Un segnale di cambiamento è avvenuto nel marzo scorso, quando l’Imam di Al Azhar ha dato un discorso al Bundestag di Berlino e fra l’altro ha detto che “incontrerò il papa non appena possibile”.

    Va detto che nel novembre 2014 il presidente egiziano Abdelfattah Al Sisi ha incontrato papa Francesco (foto 2). Al Sisi ha lanciato da tempo la proposta di una modernizzazione del Paese e dell’insegnamento dell’islam perché possa adeguarsi al mondo contemporaneo, costruendo un Paese, l’Egitto, capace di far convivere alla pari le diverse religioni.

    Secondo diversi osservatori, proprio le prospettive di Al Sisi, che vuole costruire un Egitto aperto al resto del mondo, in buoni rapporti con l’Europa e l’occidente, sta influenzando anche lo stile di Al-Azhar. La vittoria di Al Sisi e la rivoluzione che ha cacciato Mohamed Morsi, leader dei Fratelli musulmani, ha indebolito la frangia fondamentalista sempre presente nella gestione di Al Azhar.

    Questo ha permesso all’Imam al Tayeb di svolgere un discorso alla Mecca dove ha condannato l’interpretazione letteralista del Corano e ha domandato di mettere le basi per un nuovo stile nell’insegnamento dell’islam. Al presente non è chiaro quanto si sia attuato a partire da quelle premesse, ma l'incontro di oggi potrebbe dare un'accelerazione al dialogo fra islam e cristiani, fra islam e occidente.

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