11/12/2017, 08.25
BANGLADESH – USA

L’ira dei musulmani bengalesi per Gerusalemme capitale

Sumon Corraya

Gli imam contrari alla decisione di Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Una protesta per le strade di Dhaka. Leader musulmani: “Trump distrugge la pace mondiale”.

Dhaka (AsiaNews) – I musulmani del Bangladesh si uniscono all’ira di quelli della Palestina. Durante la Jumu’ah [preghiera del venerdì, ndr], diversi imam hanno manifestato il proprio malcontento per la decisione del presidente Usa Donald Trump di muovere l’ambasciata statunitense a Gerusalemme, riconoscendo quest’ultima come la capitale di Israele al posto di Tel Aviv. Uno dei capi predicatori della Baitul Mukarram, la moschea nazionale, ha detto: “Tutti i musulmani devono protestare contro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale. Ci opponiamo con forza. I musulmani di Palestina, Siria e Myanmar sono perseguitati a causa della religione. Noi siamo al loro fianco”.

La moschea di Baitul Mukarram è la più grande di tutto il Paese. Qui si riuniscono in preghiera circa 40mila fedeli. Al termine del sermone, i musulmani presenti hanno inscenato una protesta per le vie della capitale. La manifestazione era organizzata da Hefazat-e-Islam Bangladesh, un gruppo islamico composto da insegnanti e studenti delle madrasse [scuole coraniche, ndr].  Ahmad Shafi e Allama Junaid Babunagari, rispettivamente presidente e segretario generale dell’organizzazione, affermano: “L’annuncio di Donald Trump è sbagliato. Ha posto le basi per la guerra contro il mondo islamico. I leader e i fedeli musulmani devono rimanere uniti contro la sua decisione”.

Secondo i due esponenti, “Gerusalemme non è solo una terra santa per i musulmani palestinesi, ma è la terra santa per tutto il mondo islamico. È più che una terra santa per sangue. La terra non dovrebbe essere degli ebrei”. I leader islamici definiscono il presidente statunitense un “pazzo. I suoi controversi discorsi stanno distruggendo la pace mondiale”.

Anche la premier Sheikh Hasina esprime una netta posizione. Intervenendo ad una conferenza stampa al termine di una visita di Stato in Cambogia, afferma che “la dichiarazione di Trump su Gerusalemme non è accettabile. Vogliamo che i Paesi musulmani e la Ummah [comunità di fedeli islamici, ndr] siano uniti, così che i palestinesi possano godere dei giusti diritti”.

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