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  • » 14/10/2017, 09.19

    AFGHANISTAN

    L’Afghanistan, ‘il cuore dell’Asia’ martoriato e consacrato alla Madonna di Fatima



    La cerimonia si è tenuta ieri a Kabul. P. Giovanni Scalese, ordinario della missione sui juris: la situazione va deteriorandosi e non resta che rivolgersi al Cielo. I musulmani sono “fratelli” che appartengono ad un altro gregge. La consacrazione al Cuore Immacolato ci aiuta a vivere il nostro tempo in maniera più consapevole e nella totale disponibilità alla volontà di Dio.

    Kabul (AsiaNews) – L’Afghanistan, il “cuore dell’Asia” consacrato alla Madonna di Fatima perché possa ottenere “la sospirata pace”. Si è tenuta ieri con questo spirito la cerimonia di consacrazione della missione su juris e dell’Afghanistan al Cuore Immacolato di Maria, in occasione del centenario dall’ultima apparizione di Fatima.

    La situazione umanitaria in Afghanistan si aggrava giorno per giorno. Solo lo scorso 9 ottobre la Croce Rossa ha annunciato un taglio “drastico” delle operazioni a causa delle violenze in cui sono rimasti uccisi nove membri del suo staff nel corso dell’anno.

    La cerimonia di consacrazione si è tenuta presso la cappella dell’ambasciata italiana a Kabul. P. Giovanni Scalese, ordinario della missione sui juris dell’Afghanistan, afferma che c’è stata una “buona partecipazione” – nei limiti del “piccolo gregge” cristiano che vive nel Paese. “Ha concelebrato anche il cappellano cattolico (domenicano ceco) della base Nato con alcuni operatori, militari e civili, della base”, racconta p. Scalese. “Erano presenti il primo consigliere dell’Ambasciata d'Italia e, naturalmente, tutte le suore della Missione e non pochi fedeli. Molti, in ogni parte del mondo, erano uniti spiritualmente con noi”.

    L’iniziativa nasce perché “chi vive qui non può non sperimentare un forte senso di frustrazione. È da anni che, non solo con l'impegno militare, ma anche con l’attività diplomatica e il soccorso umanitario, si cerca di risolvere la situazione in Afghanistan, ma senza alcun risultato. Anzi, si direbbe che la situazione vada via via deteriorandosi. Ecco quindi l'idea di rivolgersi al Cielo, come ultima spiaggia. Quest’anno è il centenario di Fatima, oggi è l'anniversario dell'ultima apparizione: perché non consacrarci (come individui e come comunità cristiana) e consacrare questo Paese al Cuore Immacolato di Maria?”

    “Ci spinge la convinzione che le situazioni più difficili e intricate si possano risolvere da un momento all'altro, senza il minimo sforzo umano. Chi dirige la storia è al di fuori della storia”. Il ricordo della consacrazione della Russia, pochi anni prima della caduta del muro di Berlino e alla fine dell'Unione Sovietica: “Se [essa] ha portato alla fine del comunismo, la consacrazione dell’Afghanistan non potrebbe riportare un po’ di pace a questo martoriato Paese?”

    Per il sacerdote, il fatto che il Paese sia nella totalità musulmano non è un problema. Come recitato nell’atto di consacrazione, “gli Afghani non appartengono al nostro gregge, ma sono nostri fratelli e figli tuoi; anche loro sono stati redenti dal sangue del tuo Figlio”. “Viviamo un momento storico importante; forse non ci rendiamo neppure conto dei mutamenti epocali che stiamo vivendo”, conclude p. Scalese. “La consacrazione al Cuore Immacolato ci aiuta a vivere il nostro tempo in maniera più consapevole e nella totale disponibilità alla volontà di Dio”.

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