27 Febbraio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 21/02/2006
INDONESIA
L'Indonesia vuole diminuire il potere delle forze armate sulla società civile

Si vuole garantire maggior rispetto della democrazia, dei diritti umani, della competizione politica ed eliminare il coinvolgimento dei militari in affari economici. Ma non  è chiaro come ottenerlo ed evitare un indebolimento dell'esercito.



Jakarta (AsiaNews/Agenzie) - L'Indonesia vuole trasformare il suo esercito in una moderna forza di difesa ed eliminare il coinvolgimento dei militari nella vita politica. E' l'impegno del nuovo comandante in capo, ma gli esperti ammoniscono sulle difficoltà.

I militari - ha promesso il maresciallo Joko Suyanto, da ieri capo delle forze armate - staranno fuori dalla politica e rispetteranno la democrazia e i diritti umani; ma la strada è lunga. Per decenni i militari, sotto l'autoritario ex presidente Suharto, hanno avuto enorme influenza sulle vicende politiche, sono stati coinvolti con uomini d'affari dai guadagni di provenienza poco chiara e sono stati accusati di violazioni dei diritti umani.

"La partecipazione dei militari ad affari leciti e illeciti, dalle linee aeree al taglio di alberi, si ramifica - dice Bob Lowry, analista del settore - in quasi ogni ambito dell'economia del Paese e porta ricchi guadagni ai singoli comandanti". "E' poco probabile - aggiunge - che il presidente Susilo Bambang Yudhoyono, egli stesso ex generale dell'esercito, voglia privare i militari della loro maggior fonte di guadagno. Se vuole essere rieletto, non deve farsi nuovi nemici".

Se pure si volesse smantellare questo giro d'affari, che copre almeno il 70%  delle spese militari - concorda Riza Sihbudi, analista dell'Istituto indonesiano delle scienze - ci vorrebbe almeno un decennio e si dovrebbe trovare un'alternativa fonte di reddito per questi generali.

Per pagare in modo adeguato le truppe, sarebbe necessario - osserva Juwono Sudarsono, ministro della Difesa - almeno raddoppiare l'attuale budget di 2,5 miliardi di dollari Usa.

Inoltre i militari sono accusati di gravi violazioni di diritti, quali l'uccisione di un quarto della popolazione di Timor est e di migliaia di persone in Papua e in Aceh. Per Suyanto sarà difficile portare questi casi davanti a un tribunale - osserva Sihbudi - perché lui proviene dell'aviazione, ma la gran parte degli accusati appartiene all'esercito.

Le forze armate debbono, per di più, restare efficienti. Anche dopo la pace in Aceh, permane alto il rischio che nel Malukus e nel Sulawesi scoppino nuovi scontri tra cristiani e musulmani. Le risorse sono state indebolite dal lungo embargo all'acquisto di armi, conseguente ai massacri a Timor est e terminato solo lo scorso anno. Invece - osserva ancora Lowry -  né il ministero della Difesa né gli stessi militari si preoccupano dell'efficienza delle forze armate per fronteggiare future minacce. (PB)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
08/04/2005 TIMOR EST - INDONESIA
Storica visita di Susilo a Timor Est
01/08/2005 TIMOR EST - INDONESIA
Vescovi di Timor Est: l'Onu ci aiuti a rendere giustizia al nostro popolo
19/02/2007 INDONESIA - TIMOR
Al via le prime udienze della Commissione Verità e Amicizia
21/12/2005 Timor est – Indonesia
Timor Est: durante l'occupazione indonesiana morte 183 mila persone
07/05/2007 TIMOR - INDONESIA
Wiranto: nel ‘99 nessuna violazione di diritti umani a Timor Est
di Mathias Hariyadi

In evidenza
EGITTO - ISLAM
Le parole di al-Tayeb e di al-Sisi un grande passo per una rivoluzione dell'islam
di Samir Khalil SamirIl grande imam di Al-Azhar ha denunciato le interpretazioni basate sulla lettera del Corano e della sunna, brandite dai fondamentalisti e dai terroristi islamici; sostiene l'urgenza di una riforma dell'insegnamento dell'islam fra i laici e gli imam; domanda la fine della scomunica (takfir) reciproca fra sunniti e sciiti. E il presidente egiziano al-Sisi ha deciso di combattere lo Stato islamico dopo la decapitazione di 21 cristiani copti, che egli ha definito "cittadini egiziani" a parte intera.
ARABIA SAUDITA - ISLAM
Imam di Al-Azhar: Per fermare l'estremismo islamico occorre una riforma dell'insegnamento religiosoPer Ahmed al-Tayeb è urgente stilare un nuovo curriculum di studi per evitare una "cattiva interpretazione" del Corano e della sunna. Il terrorismo islamico mette in crisi l'unità del mondo musulmano. Il "nuovo colonialismo globale alleato al sionismo mondiale". Il discorso del re saudita.
HONG KONG - CINA - VATICANO
Card. Zen: Sembra che qualcuno voglia farci tacere
di Card. Joseph Zen Ze-kiunIl diffuso ottimismo sul miglioramento del dialogo fra Santa Sede e Cina sembra non avere fondamento. Alcune "tendenziose" interviste a vescovi cinesi, frenati nella libertà di parlare. Le questioni fondamentali sono sempre aperte: chi nomina i vescovi; cosa fare dell'Associazione patriottica. La guida della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi, citata anche da papa Francesco. Un non accordo è meglio di un cattivo accordo. Cosa è successo a mons. Cosma Shi Enxiang? E a mons. Giacomo Su Zhimin? Un'animata riflessione del vescovo emerito di Hong Kong, campione della libertà religiosa in Cina.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate