07/05/2013, 00.00
SIRIA - ONU
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L'Onu frena sull'uso di armi chimiche da parte dei ribelli

La Commissione di inchiesta Onu sui crimini di guerra conferma di non aver raggiunto "conclusiioni definitve" su chi ha usato le armi proibite. I media avevano dato valore conclusivo alle dichiarazioni del commissario Carla Dal Ponte contro i ribelli.

Damasco (AsiaNews) - La Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini di guerra conferma di non aver raggiunto risultati definitivi su chi ha fatto uso di armi chimiche in Siria. In un comunicato, la Commissione sostiene che "fino ad ora non ha raggiunto risultati tali da attribuire ad una parte specifica l'uso di armamenti chimici...ogni commento a riguardo è impossibile in questo momento". Il testo, pur con cautela, utilizza gli stessi termini del Commissario Carla Del Ponte, che in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi alla Radio svizzera italiana, parlava di prove molto evidenti sull'utilizzo di gas sarin (nervino) da parte dei ribelli siriani, sottolineando però che "le indagini sono ancora distanti da una conclusione definitiva". Il funzionario puntava il dito contro le milizie jihadiste attive fra le fila dei combattenti dell'opposizione. Sotto esame vi sono alcune azioni avvenute nelle zona di Homs, Damasco e Aleppo, ma gli investigatori della Commissione hanno avuto accesso solo a una parte delle aree, ma non a Damasco. Le interviste citate dalla Del Ponte sono state effettuate soprattutto a sfollati e medici rifugiatisi in Turchia, Libano e Giordania.

In attesa del rapporto ufficiale che verrà consegnato il prossimo 3 giugno, Jay Carney, portavoce dell'esecutivo statunitense, esprime "scetticismo riguardo alle prove contro i ribelli. È molto probabile che qualsiasi uso di gas sia stato fatto dal regime". Tuttavia, si rincorrono smentite e dichiarazioni contrastanti sul tema che da solo potrebbe fornire il pretesto per un attacco al regime di Assad.

Dopo varie illazioni fatte nei mesi scorsi sull'uso quasi certo di armi chimiche da parte di Assad, lo scorso 30 aprile Barak Obama, presidente Usa, ha sottolineato che anche se vi erano prove sull'impiego di tali armamenti, non era ancora chiaro chi li avesse utilizzati, in che modo e quando. Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese, sostiene che vi sono prove che il governo Assad abbia lanciato gas sarin contro il suo popolo, ma occorrono ulteriori conferme. Egli ha chiesto a Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada di aprire un'indagine sul tema.

Intanto, Ban Ki-moon, Segretario generale dell'Onu ha espresso molta preoccupazione per gli attacchi aerei israeliani in territorio siriano avvenuti nei giorni scorsi nella provincia di Damasco. Egli ha invitato entrambe le parti a esercitare la massima calma e moderazione per evitare un escalation ancora più grave del conflitto che in due ha fatto oltre 70mila morti. 

 

 

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