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    » 06/07/2012, 00.00

    CINA-VATICANO

    L'ordinazione illecita ad Harbin rafforza il partito degli "scomunicati". Liberato l'amministratore apostolico fedele al papa

    Jian Mei

    Giuseppe Yue Fusheng è stato ordinato vescovo di Heilongjiang da cinque vescovi riconosciuti dalla Santa Sede. Sempre più vescovi "autoeletti" nella leadership dell'Associazione patriottica. P. Giuseppe Zhao e il suo viceparroco sono stati rilasciati subito dopo la cerimonia di ordinazione. I cattolici di Harbin pregano per il pentimento di Yue.

    Harbin (AsiaNews) - Nonostante le critiche dei cattolici locali e perfino gli avvertimenti del Vaticano,p. Giuseppe Yue Fusheng si è fatto ordinare vescovo senza mandato pontificio questa mattina nella cattedrale di Harbin (Heilongjiang).

    La liturgia è stata presieduta da mons. Johan Fang Xinyao di Linyi (Shandong), presidente nazionale dell'Associazione patriottica. Altri vescovi concelebranti intervenuti sono: mons. Pei Junmin di Liaoning; mons. Meng Qinglu of Hohhot (Mongolia Interna); mons. Wang Renlei di Xuzhou (Jiangsu) e mons. Yang Yongqiang di Zhoucun (Shandong).

    Tutti i vescovi ordinanti erano approvati dalla Santa Sede, compreso mons. Wang, che è stato legittimato lo scorso maggio. Non si sa se la loro partecipazione è spontanea o è stata obbligata, come è avvenuto in altre ordinazioni.

    Secondo un resoconto online apparso su "Chiesa cattolica in Cina", pubblicazione in cinese a cura dell'Associazione patriottica, alla messa vi erano più di 40 sacerdoti e circa 1000 fedeli. Durante la liturgia, invece del mandato del papa, è stata letta la lettera del Consiglio dei vescovi, un organismo approvato dal governo e non riconosciuto dalla Santa Sede.

    Prima della conclusione, Yue si è rivolto ai presenti dicendo di comprendere che la strada avanti a lui è difficile, ma che egli è desideroso di portare la sua croce. "Oggi - ha aggiunto - sono scelto come vescovo di Heilongjiang e so che è una grossa responsabilità. E so che essere vescovo non è un onore, ma un servizio".

    Mons. Giuseppe LI Shan di Pechino e mons. Qu Ailin di Hunan hanno inviato messaggi di congratulazione al nuovo vescovo. Essendo entrambi malati e in ospedale non hanno potuto attendere la liturgia.

    Ora, nella leadership dell'Associazione patriottica, scelta nel dicembre 2010, sono compresi cinque vescovi illeciti - Ma Yinglin, Lei Shiyin, Guo Jincai, Huang Bingzhang e Yue Fusheng - due vescovi legittimi - Shen Bin di Haimen, Meng Qinglu di Hohhot - oltre ai due laici Liu Yuanlong e Shu Nanwu (Jiangxi) e la suora Wu Lin.

    Il nuovo vescovo Yue Fusheng, 48 anni, era stato ordinato come sacerdote di Harbin, pur provenendo dall'Hebei. Egli è uno dei vicepresidenti dell'Ap a livello nazionale. Negli anni '80 ha studiato nel seminario di Shenyang. Nel 1995 ha partecipato alla Giornata mondiale della gioventù di Manila, dove per la prima volta è giunta una delegazione cinese. Nello stesso anno, per breve tempo ha studiato a Hong Kong e in Corea del Sud. Da marzo 1997 a luglio '98 ha studiato all'università cattolica di Lovanio.

    Nell'ottobre '99 è stato candidato ad essere vescovo della diocesi di Heilongjiang, e votato da un comitato ecclesiale locale solo nel maggio 2012.

    Secondo la pubblicazione dell'Ap, nella diocesi vi sono circa 80mila fedeli.

    Con l'ordinazione di Yue, si è risolta la "scomparsa" di p. Giuseppe Zhao Hongchun, amministratore apostolico di Harbin, riconosciuto dalla Santa Sede. Subito dopo la cerimonia p. Giuseppe e p. Zhang Xisheng, il suo vice-parroco, sono stati rilasciati.

    P. Zhao era stato fermato il 4 luglio pomeriggio; p. Zhang era stato sequestrato dalla pubblica sicurezza nella mattina di ieri.

    Fonti locali hanno dichiarato ad AsiaNews che alcune personalità del governo hanno fatto visita al vescovo sotterraneo mons. Wei Jingyi di Qiqihar, chiedendogli di convincere la Santa Sede ad approvare l'ordinazione di p. Yue. Essi hanno anche intimato a mons. Wei di non lasciare il suo domicilio in questo periodo.

    Alcuni cattolici di Harbin hanno confidato ad AsiaNews che essi hanno pregato con molta intensità in questi giorni perché p. Yue si pentisse della sua decisione, per il rilascio dei due sacerdoti sotterranei e per le sofferenze della Chiesa dell'Heilongjiang.

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