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    » 24/06/2012, 00.00

    VATICANO

    La carità del Papa: Accompagnatemi con la preghiera fra i terremotati dell'Emilia



    All'Angelus, Benedetto XVI ricorda che il 26 giugno si recherà sui luoghi del terremoto in Emilia Romagna. Il papa ha donato 100 mila euro alle popolazioni colpite, che vanno ad aggiungersi ai due milioni di euro stanziati dalla Conferenza episcopale italiana. Il ringraziamento per le offerte nella Giornata della carità del papa. La figura di Giovanni Battista, il precursore di Gesù.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Il 26 giugno Benedetto XVI visiterà i terremotati dell'Emilia Romagna. Lo ha annunciato lui stesso oggi dopo la preghiera dell'Angelus, spiegandone il senso: "Vorrei che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".

    Il Papa partirà alle 9.00 in elicottero dall'eliporto vaticano e atterrerà alle 10.15 nel campo sportivo di San Marino di Carpi. Qui  verrà accolto dai vescovi dell'Emilia-Romagna guidati dal cardinale Carlo Caffarra. Il pontefice, in pullmino, si trasferirà a Rovereto di Novi, passando all'interno della «zona rossa», e visitando la chiesa di Santa Caterina di Alessandria, dove è morto il parroco don Ivan Martini, sepolto dal crollo della sua chiesa mentre cercava di mettere in salvo un'immagine della Madonna. Seguirà poi l'incontro con le autorità civili, vescovi, parroci, rappresentanti delle realtà imprenditoriali e fedeli.

    Attraverso Cor Unum, Benedetto XVI ha donato 100 mila euro alle popolazioni terremotate, che si vanno ad aggiungere ai due milioni di euro che la Conferenza episcopale italiana ha stanziato per loro.

    Il papa ha ricordato che proprio oggi si celebra ovunque nel mondo la Giornata della carità del papa, dove si raccolgono offerte e donazioni da offrire al pontefice perché le usi per la sua missione. Benedetto XVI ha ringraziato "tutte le comunità parrocchiali, le famiglie e i singoli fedeli per il loro sostegno costante e generoso, che va a vantaggio di tanti fratelli in difficoltà".

    Prima della preghiera mariana, Benedetto XVI si è soffermato sulla figura di san Giovanni Battista, del quale la Chiesa celebra oggi la festa della sua nascita.

    Ecco quanto ha detto il papa:

    "Cari fratelli e sorelle!

    Oggi, 24 giugno, celebriamo la solennità della Nascita di San Giovanni Battista. Se si eccettua la Vergine Maria, il Battista è l'unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è il precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall'Angelo a Maria come segno che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37), sei mesi prima del grande prodigio che ci dà salvezza, l'unione di Dio con l'uomo per opera dello Spirito Santo. I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l'Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: «Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via. In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,10-11).

    Il padre di Giovanni, Zaccaria - marito di Elisabetta, parente di Maria -, era sacerdote del culto ebraico. Egli non credette subito all'annuncio di una paternità ormai insperata, e per questo rimase muto fino al giorno della circoncisione del bambino, al quale lui e la moglie dettero il nome indicato da Dio, cioè Giovanni, che significa «il Signore fa grazia». Animato dallo Spirito Santo, Zaccaria così parlò della missione del figlio: «E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo / perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, / per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza / nella remissione dei suoi peccati» (Lc 1,76-77). Tutto questo si manifestò trent'anni dopo, quando Giovanni si mise a battezzare nel fiume Giordano, chiamando la gente a prepararsi, con quel gesto di penitenza, all'imminente venuta del Messia, che Dio gli aveva rivelato durante la sua permanenza nel deserto della Giudea. Per questo egli venne chiamato «Battista», cioè «Battezzatore» (cfr Mt 3,1-6). Quando un giorno, da Nazaret, venne Gesù stesso a farsi battezzare, Giovanni dapprima rifiutò, ma poi acconsentì, e vide lo Spirito Santo posarsi su Gesù e udì la voce del Padre celeste che lo proclamava suo Figlio (cfr Mt 3,13-17). Ma la sua missione non era ancora compiuta: poco tempo dopo, gli fu chiesto di precedere Gesù anche nella morte violenta: Giovanni fu decapitato nel carcere del re Erode, e così rese piena testimonianza all'Agnello di Dio, che per primo aveva riconosciuto e indicato pubblicamente.

    Cari amici, la Vergine Maria aiutò l'anziana parente Elisabetta a portare a termine la gravidanza di Giovanni. Ella aiuti tutti a seguire Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio, che il Battista annunciò con grande umiltà e ardore profetico"

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