02/07/2004, 00.00
HONG KONG – CINA
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La marcia della democrazia scuote Hong Kong e la Cina

Per Xinhua è stata solo "una processione" che ha causato fastidi alla popolazione

Hong Kong (AsiaNews) – La popolazione di Hong Kong è rimasta stupita dalla grande partecipazione alla marcia per la democrazia svoltasi ieri dal Victoria Park fino a Central, sull'isola di Hong Kong.  Il fronte civile per i Diritti Umani afferma che vi hanno partecipato oltre 530 mila persone, più dello scorso anno. La polizia afferma invece che i partecipanti erano 200 mila. Ad ogni modo la protesta ha avuto qualcosa di eroico: non solo per la temperatura che ieri era di 34,5 ° C, ma per la compostezza con cui è avvenuta. Per oltre 6 ore i partecipanti hanno marciato gridando slogan, mentre gli organizzatori distribuivano bottiglie d'acqua e spruzzavano con idranti la folla. Nonostante ciò alcune centinaia di persone hanno dovuto ricorrere alle cure mediche e al ricovero in ospedale.

Prevedibile, ma curiosa, la censura della manifestazione sui media cinesi. Ieri sera la Xinhua ha detto soltanto che "Alcuni residenti di Hong Kong si sono messi insieme per una processione sull'isola". Xinhua ha anche riferito che, siccome alcuni bus sono stati deviati, "alcune persone si sono lamentate". Per il resto silenzio totale.

Nel campo pro-Pechino, Tung Chee-hwa, il capo dell'esecutivo, incontrando alcuni rappresentanti della marcia, alla fine del corteo, ha detto: "Io odo con chiarezza le vostre posizioni e comprendo le vostre ispirazione. Siamo grati per le critiche, i consigli, i sostegni che ci avete dato per tutto l'anno scorso". Tung Chee hwa è la persona più criticata dalla popolazione. Egli viene giudicato troppo sottomesso a Pechino e incapace a dare nuove prospettive economiche al territorio.

La Cina, da parte sua, è preoccupata delle richieste di maggiore democrazia, che potrebbero comunicarsi alla Repubblica Popolare. Ma nelle ultime settimane alcuni leader – come il premier Wen Jiabao e il vice-presidente Zeng Qinghong – hanno dato alcuni segnali distensivi, promettendo dei visti di entrata in Cina per i democratici moderati di Hong Kong. È possibile che Pechino apra un vero e proprio canale di dialogo con loro, ma escludendo i democratici più accesi. Secondo Szeto Wah, membro dell'Alleanza di Hong Kong per il movimento patriottico e democratico in Cina, Pechino vede l'Alleanza come "una forza ostile, che tende a sovvertire l'autorità del governo centrale".

Secondo gli organizzatori, il buon risultato della marcia fa sperare in un'alta partecipazione della gente di Hong Kong alle elezioni parlamentari nel settembre 2004. Nel 2000 vi è stata una scarsa partecipazione (meno del 40%) anche perché la popolazione può eleggere solo la metà dei parlamentari. Il resto viene nominato dal governo o da gruppi favorevoli a Pechino.

 

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