04/02/2008, 00.00
CINA
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La neve dà tregua, riaprono strade e ferrovie, ma la situazione rimane grave

Una pausa del maltempo permette di ripristinare i collegamenti e di ridare energia e acqua alle zone più colpite. Ma molte centrali elettriche hanno carbone per pochi giorni. Decine di milioni di migranti ancora in viaggio. Il presidente Hu avverte che la crisi non è finita, mentre su internet si diffondono le critiche.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Un temporaneo miglioramento del tempo e il duro lavoro di giorni (1,3 milioni di soldati e riservisti impegnati per rimuovere il ghiaccio e portare soccorsi) hanno permesso oggi un graduale ripristino dei trasporti. Ma il presidente Hu Jintao ieri, durante una riunione straordinaria del Politburo del Comitato centrale, ha ripetuto che “il maltempo e i disastri continueranno a flagellare certe zone del sud” e che è ancora molto il lavoro da fare.

Hanno comunque riaperto diversi aeroporti in Hunan, Jiangxi, Zhejiang, Jiangsu e Sichuan. Sono pure ripresi i trasporti per ferrovia, anche se permangono grandi affollamenti di viaggiatori nelle stazioni di Guangzhou, Shanghai e Nanchang e in altri posti. Solo a Shanghai sono partite per treno 795mila persone il 2 febbraio, e altre 110mila ieri si sono messe in viaggio su strada. A Guangzhou in pochi giorni sono stati cancellati centinaia di treni e il 2 febbraio una donna è morta schiacciata nella calca. Il 7 febbraio inizia il Nuovo anno lunare, che è l’unica occasione dell’anno per i migranti, tra 100 e 200 milioni, di prendere una vacanza e tornare a casa da figli, parenti, amici. Il miglioramento della situazione ha spinto in viaggio milioni e milioni di persone, finora dissuase dalla paralisi dei trasporti. Ma è ancora data preminenza ai trasporti di carbone e merci per le zone colpite.

Ha riaperto oggi anche l’autostrada Pechino-Zhuhai, nodo di collegamento tra nord e sud, dopo che per giorni la zona di Shaoguan (Guangdong) è stata inagibile per il ghiaccio e con decine di migliaia di persone intrappolate nei veicoli fermi. Si spera di riprendere il regolare servizio di pullman per diminuire i passeggeri delle ferrovie e assicurare i rifornimenti di carburante e alimenti.

Sono state anche ripristinate le forniture di elettricità e acqua in molte città rimastene prive per oltre una settimana, come Chenzhou, 4 milioni di abitanti. Le difficoltà materiali e la presenza dell’esercito hanno impedito proteste pubbliche, ma la frustrazione è alta, come dimostrano i molti commenti sui siti web: storie di chi è stato al buio, al freddo e senza acqua per giorni e si sente trascurato dalle autorità. “Per favore – dice un messaggio inviato da Bijie (Guizhou) – svegliate il governo di Guizhou!”

Si stimano perdite economiche per 53,8 miliardi di yuan (7,5 miliardi di dollari). I prezzi delle verdure in 36 città sono saliti di oltre il 30% in una settimana, per le difficoltà di rifornimento. Ma si temono problemi nei prossimi mesi, dopo che il maltempo ha distrutto 141 milioni di mu (23 milioni di acri) di coltivazioni.

La Cina ha anche mostrato una pessima immagine di sé a 6 mesi dalle Olimpiadi di Pechino, dopo che le autorità per anni hanno sbandierato una pretesa di efficienza e organizzazione capillare.

Rimane grave la situazione energetica: nonostante i rifornimenti di carbone, fonti ufficiali ammettono che le centrali di Pechino, Shanghai, Tianjin, Tangshan, Jiangsu, Anhui, Hubei e Shaanxi hanno carburante per meno di 7 giorni. Il governo ha chiesto a circa il 90% delle miniere statali di proseguire la produzione anche durante la festa del Nuovo anno.

A partire da stasera, si prevedono forti piogge e nebbia e ancora neve, specie sul già colpito Hunan. Il Centro meteorologico statale parla del “peggiore tempo da oltre 100 anni” su Hunan e Hubei.

 

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