07/08/2019, 12.37
LAOS
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La siccità devasta le risaie laotiane: coltivato solo il 40% della terra disponibile

Più del 60% dei campi agricoli del Paese è destinato al riso. Quasi tutto il processo di coltivazione si svolge durante la stagione delle piogge, da fine maggio a fine settembre. I bassi livelli delle acque colpiscono il sistema dei trasporti. Le dighe idroelettriche restano chiuse, aggravando la situazione di agricoltori e cittadini.

Vientiane (AsiaNews/Rfa) – Una grave siccità che continua ad affliggere la regione del Mekong: i livelli delle acque si sono ridotti in modo drastico e le piogge monsoniche stagionali tardano ad arrivare. A causa di ciò, quest’anno gli agricoltori laotiani hanno piantato riso solo sul 40% dei circa 850mila ettari di terra coltivabile. Lo annuncia il ministero delle Politiche agricole e forestali.

In Laos, più del 60% dei campi agricoli è destinato alla coltura del riso. La maggior parte delle province produttrici si trova lungo il fiume Mekong e quasi tutto il processo di coltivazione del cereale si svolge durante la stagione delle piogge – da fine maggio a fine settembre. Nella provincia settentrionale di Luang Namtha, gli agricoltori sono riusciti a piantare riso su poco più della metà della terra disponibile. Poiché il terreno è troppo secco, hanno potuto utilizzare solo 5.296 ettari su un totale di 9.678. Quest’anno, la produzione di riso sarà inferiore di oltre 17.500 tonnellate rispetto al 2018.

La siccità si è abbattuta anche su più di 7mila ettari di risaie nella provincia di Vientiane. Il riso è stato piantato su 37.963 ettari, ma 2.271 di questi si sono seccati. Di conseguenza, tutti i semi sono morti. Altri 4.800 ettari erano già troppo aridi. Le autorità provinciali stanno mettendo a disposizione degli agricoltori semi di riso in più, anche se ciò potrebbe non bastare.

Nella provincia di Borikhamxay, nel Laos centrale, gli agricoltori hanno piantato riso all'inizio del mese scorso, ma le piante sono tutte morte. I contadini di Pak Song, nella provincia meridionale di Champassak, non hanno ancora seminato. I coltivatori nella provincia di Oudomxay (nord-ovest) sono stati in grado di piantare riso su circa il 60% dei 16.200 ettari di terra coltivabile; quelli nella provincia di Khammouane (centro) su quasi il 90% percento degli 84mila ettari a disposizione.

La siccità colpisce anche il sistema dei trasporti: i bassi livelli dell’acqua nel Mekong settentrionale rendono impraticabile l'arteria, fondamentale per il traffico navale. Le navi mercantili cinesi e thai non possono navigare tra la città di Luang Prabang ed il Triangolo d'oro, dove i confini di Thailandia, Laos e Myanmar si incontrano alla confluenza dei fiumi Ruak e Mekong.

Bounthong Souvannahan, vicedirettore del Dipartimento di meteorologia laotiano, dichiara che nel 2019 le precipitazioni nel Paese sono state solo la metà di quelle nel 2018; che le dighe cinesi e laotiane hanno rilasciato solo il 50% della solita quantità di acqua in questo periodo dell’anno. Le dighe idroelettriche lungo il Mekong, come la diga laotiana di Xayaburi del Laos e quella cinese di Jinghong, trattengono l'acqua per produrre e vendere energia. In questo modo aggravando il problema per gli agricoltori ed i residenti a valle, che dipendono dal fiume per la propria sopravvivenza.

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