22/03/2010, 00.00
THAILANDIA
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La testimonianza dei laici thai nella formazione dei catecumeni

di Weena Kowitwanij
Il 3 aprile prossimo a Bangkok oltre 100 persone faranno la professione di fede e abbracceranno il cattolicesimo. In un modello familiare sempre più individualista, le comunità cattoliche di base sono luogo di condivisione e sostegno.
Bangkok (AsiaNews) – Ogni anno in Thailandia, durante il tempo pasquale, le parrocchie organizzano un incontro di approfondimento e preghiera per preparare i catecumeni al battesimo. Il sacramento viene impartito alla Veglia pasquale e per la formazione dei neo-convertiti si rivela sempre più importante il ruolo dei laici, che “condividono il compito di missione ed evangelizzazione”. Il prossimo 3 aprile saranno oltre 100 i nuovi fedeli, che abbracceranno a pieno titolo la fede cattolica.
 
Mons. Francis Xavier Vera Arpondratana, presidente della Commissione episcopale per la catechesi, conferma che “mancano catechisti in alcune parrocchie”. Per questo l’arcidiocesi di Bangkok ha voluto rafforzare “la presenza dei laici nell’opera di evangelizzazione”, potenziando la loro formazione “perché diventino catechisti a tempo pieno”.
 
Di recente fratel Tinnaratna Khomkris, responsabile per la pastorale dei vescovi, ha organizzato dei viaggi formativi a Singapore e in Malaysia per verificare l’attività delle comunità ecclesiali di base nei due Paesi nella formazione dei catecumeni. “Le comunità di base – afferma mons. Arpondratana – sono assai utili perché le famiglie moderne non sono più in grado di offrire riparo e condivisione come avveniva in passato”. E se i singoli nuclei familiari non sono sufficienti, è la comunità nel suo complesso che deve intervenire per garantire “un sostegno” a quanti si apprestano a ricevere il battesimo.
 
Fra le cento persone che riceveranno il battesimo il 3 aprile prossimo vi è anche Lailuck Hasep, responsabile dell’area vendite in un’azienda thai. La conversione al cristianesimo, racconta la donna, maturata seguendo l’esempio del marito cattolico, è servita a vivere con maggiore serenità e fiducia anche l’ambito lavorativo. Lailuck Hasep conferma che “il lavoro è molto competitivo”, tanto da arrivare a puntare “una sveglia ogni 30 minuti per verificare l’andamento delle vendite con i miei subordinati: una fonte di stress enorme”. “Aver partecipato alla messa con mio marito – sottolinea la manager – e l’omelia del sacerdote, mi hanno aiutato a trovare una risposta alle mie domande”.
 
La donna ha invitato anche i colleghi a seguire le classi di catechismo e 20 di loro (su un totale di 30) hanno aderito alla proposta. Durante la quaresima, continua, ci incoraggiamo a vicenda a pregare, digiunare, a vivere in maniera migliore il rapporto con gli altri. “Alla Veglia pasquale due di noi verranno battezzati – conclude – ma tutti hanno beneficiato della preghiera” per migliorare il lavoro e il loro ambito familiare.
 
Veraparp Klongverachai, catecumeno di 25 anni, afferma di essersi convertito “perché voglio trovare un significato vero alla mia vita. Voglio diventare un buon cattolico”.
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