09/09/2020, 09.05
PAKISTAN
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Lahore, Asif Pervaiz, cristiano, condannato a morte per blasfemia

di Shafique Khokhar

L’uomo, 37enne, è accusato di aver inviato messaggi offensivi sull’islam sul telefonino del suo capo musulmano. Questi lo spingeva a convertirsi all’islam. Davanti al suo rifiuto, lo ha accusato di blasfemia. Confessioni estorte con pestaggi e arresti. Blogger: La legge sulla blasfemia è una legge buona per l’umanità?

Lahore (AsiaNews) - Asif Pervaiz, 37 anni, padre di quattro figli è stato condannato a morte ieri per blasfemia. Secondo l’accusa avrebbe inviato sul telefonino messaggi offensivi sull’islam, il Corano e Maometto. Secondo la difesa, l’accusa è una vendetta del datore di lavoro di Asif.

L’accusatore è Saeed Ahmed Khokhar, musulmano, padrone di una ditta di confezioni di calze che ha sporto denuncia il 2 ottobre 2013.

Alla polizia Ahmed ha confermato di aver ricevuto per vari giorni messaggi offensivi sul suo telefonino. A sua difesa, Asif Pervaiz ha dichiarato che tutto è avvenuto dopo aver deciso di lasciare il suo lavoro nella ditta di calze perché il suo supervisore, Muhammad Saeed Khokhar, ha cercato di convertirlo all’islam. Davanti alla sua resistenza e rifiuto di cambiare religione, Asif è stato accusato di aver inviato messaggi blasfemi sull’islam al suo capo.

Muhammad Saeed Khokhar ha negato di aver fatto pressione per convertire Asif. La corte di Lahore ha stabilito che Asif non ha offerto prove sufficienti per la sua innocenza e siccome vi era materiale sufficiente per incolparlo, è stato condannato a morte.

Saif-ul-Malook, l’avvocato di Asif, ha spiegato che la corte ha condannato Asif anche se non vi erano “prove” che implicavano lui personalmente. Asif farà appello contro la sentenza.

Commentando il verdetto, il blogger Haroon Malik, che è stato poliziotto nel Punjab, ha detto che “minacciare le minoranze religiose usando come copertura la legge sulla blasfemia per nascondere altri interessi non è una cosa buona né per l’insegnamento del sacro Libro, né per la legge. Una legge che non permette agli esseri umani di pentirsi, in cui non vi è spazio per il perdono, è una legge buona per l’umanità?”.

“Purtroppo – ha aggiunto – questa legge farà scorrere ancora più sangue in futuro. Oggi abbiamo bisogno che i musulmani mostrino misericordia nei loro cuori per costruire una società pacifica”.

L’avvocato di Asif ha ricordato che il suo cliente ha vissuto in prigione dal 2013. Quando Pervaiz ha saputo dell’accusa di blasfemia contro di lui, è fuggito e si è nascosto. Per prenderlo, la polizia ha arrestato diversi familiari di Asif, compresi i due cognati e sua madre Naseem Akhtar.

Questa ha raccontato che un amico di Asif, Waseem Anwar, è stato picchiato dalla polizia finché non ha rivelato il nascondiglio di Asif. L’accusato è stato arrestato il 10 ottobre 2013 e tenuto in prigione fino al processo.

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