06/03/2019, 14.54
CINA-VATICANO
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Le 10 notizie più importanti della Chiesa cattolica cinese nel 2018: speranze e tristezze

di Padre Peter (伯铎神父)

P. Peter, sacerdote cinese, stila alcune date e fatti degni di nota: l’accordo sino-vaticano, la lettera di papa Francesco ai cattolici cinesi, ma anche le persecuzioni e gli arresti, insieme ai primi passi di riconciliazione fra vescovi ufficiali e sotterranei.

Pechino (AsiaNews) – In occasione dell’anno (cinese) appena cominciato – il Capodanno lunare è stato il 5 febbraio scorso – p. Peter, sacerdote cinese, stila un resoconto dell’anno, con le sue luci ed ombre.

 

Il 2018 dovrebbe essere un anno molto straordinario per quanto riguarda la situazione del cattolicesimo in Cina. Se per alcuni cresce la speranza, per molti altri prevale la tristezza. Per la Santa Sede sembrano esserci stati notevoli passi avanti a livello politico, ma per i cattolici che vivono in Cina, in realtà, non si sono aperte nuove possibilità per professare la loro fede. Per il cattolicesimo in Cina la strada da percorrere è ancora lunga.

 

1. Demolizione di croci e campagne di repressione religiosa in molti luoghi della Cina

Non è una novità che la diffusione del cattolicesimo in Cina nella storia ha sempre incontrato difficoltà e ostilità, ma in un'epoca di globalizzazione sentire parlare di persecuzione della Chiesa cattolica e distruzione delle croci sopra le chiese è davvero triste. La Croce è il simbolo per eccellenza della fede cattolica, per questo la demolizione di una croce sopra una chiesa è sentita dai fedeli come un colpo doloroso alla loro fede. Di fronte a tutto questo, oltre a pregare in silenzio, i cristiani che cosa possono fare?

 

2 Le piattaforme di shopping online in Cina hanno bandito la vendita di Bibbie

La Bibbia non è solo il pilastro della fede cattolica, ma anche il libro più venduto al mondo. In passato era possibile acquistare tranquillamente la Bibbia attraverso internet, adesso invece la vendita di Bibbie è stata completamente vietata, lasciando molti senza parole. La cultura religiosa è uno dei fattori principali per lo sviluppo umano, dovrebbe essere rispettata e promossa, e invece viene bandita. Questo è sconcertante. In che altro modo si può spiegare questa scelta se non perché si vuole bloccare lo sviluppo della nazione cinese?

 

3 “Ama la patria, ama il partito” si infiltra nella Chiesa. L’armata rossa dei vescovi si raduna a Jing Gang Shan[1] per l’addestramento

Quando Gesù predicava nel mondo, una volta ha citato un famoso detto: "A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare". Il fine della religione è l’elevazione spirituale e dell'anima. Il clero cattolico dovrebbe conoscere la propria specifica identità e missione. Tuttavia, alcuni vescovi e sacerdoti “rossi”, per mostrare a tutti la loro fede patriottica, hanno indossato euforici le uniformi dell’Armata Rossa a Jing Gang Shan, lasciando la gente molto perplessa. Dietro ai vescovi, le immagini di monaci vestiti con i loro abiti religiosi, invece, risvegliavano nella gente sentimenti di attaccamento verso la religione.

 

4. Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun incontra il Papa per la questione del diritto di nomina dei vescovi

Con Papa Francesco e la nomina a Segretario di Stato vaticano del card. Pietro Parolin, si è voluto raggiungere un accordo ufficiale tra la Chiesa cattolica e il governo cinese, con la speranza che la Chiesa in Cina possa convivere pacificamente e svilupparsi. Questa intenzione è ovviamente buona, ma a lungo termine questo accordo cosa cambierà rispetto al principio della scelta unilaterale dei vescovi da parte della Chiesa cattolica? Il vescovo emerito della diocesi di Hong Kong, il card. Joseph Zen, ha espresso profonda preoccupazione, nel timore che la firma di un accordo Sino-Vaticano riduca o elimini il potere del papa di nominare vescovi in ​​Cina. Nonostante l’età avanzata, si è recato appositamente a Roma per incontrare il papa ed esprimere le sue preoccupazioni. Questo gesto è degno di ammirazione e di lode.

 

5. Il Vaticano firma un accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi

Il 22 settembre 2018 il governo cinese e la Santa Sede hanno firmato un accordo provvisorio sulla questione dei vescovi. Il Papa riconosce come legittimi i vescovi cinesi nominati e ordinati autonomamente dal governo cinese; inoltre ordina al vescovo Zhuang Jian Jian di Shantou di ritirarsi e nomina Guo Xi Jin vescovo ausiliare della diocesi di Min Dong. Il contenuto specifico dell'accordo è ancora segreto, ma a quanto pare in futuro sarà la Cina ha selezionare per prima i possibili candidati per l’episcopato, che dovranno essere approvati dalla Santa Sede. Se il Papa respingerà questi nomi, le diocesi dovranno presentare nuovi candidati. Per il Segretario di Stato della Santa Sede, card. Parolin, anche se questo non è il miglior accordo, un cattivo accordo è meglio che nessun accordo.

 

6. Lettera di papa Francesco ai fedeli della Chiesa Cattolica in Cina

Dopo la firma dell’accordo provvisorio con il governo cinese, all'interno della Chiesa si registrano due voci radicalmente differenti: da una parte gli applausi estatici per il successo della diplomazia vaticana; dall’altra la profonda preoccupazione e confusione per l’accordo. Per questo papa Francesco ha sentito la necessità di chiarire per i fedeli cinesi la buona volontà e le motivazioni che hanno portato alla firma dell’accordo, con una lettera datata 26 settembre 2018. Da un lato, il papa afferma di essere garante e difensore della fede cattolica, e sottolinea il valore della sofferenza nella storia dei cattolici cinesi; d'altra parte, deve anche garantire il futuro della sopravvivenza e la testimonianza della Chiesa cattolica in Cina. La pubblicazione di questa lettera è stata in qualche modo confortante per coloro che sono sempre stati fedeli al papa e alla sua Chiesa.

 

7. Due vescovi cinesi sono "invitati dal papa" per partecipare alla Conferenza episcopale mondiale

Il 3 Ottobre 2018 due vescovi cinesi sono arrivati a Roma per partecipare al Sinodo. Sono il vescovo Yang Xiaoting di Yan'an e il vescovo Guo Jincai di Cheng De. È la prima volta dagli anni '50 che vescovi dalla Cina partecipano a un incontro episcopale mondiale. Nella Messa di apertura papa Francesco è apparso molto contento e ha detto: “Diamo loro il nostro caloroso benvenuto: la comunione dell’intero episcopato con il Successore di Pietro è ancora più visibile grazie alla loro presenza”. Il papa come un padre misericordioso, davvero spera nel suo cuore che la Chiesa in Cina sia in grado di raggiungere la piena comunione con la Chiesa universale, impegnandosi tenacemente per evitare uno scisma.

 

8. Dopo la firma dell'accordo due mete di pellegrinaggio mariano nello Shanxi e a Guizhou sono state demolite

Anche dopo la firma dell’accordo con il Vaticano, le statue e le croci dei santuari mariani dello Shanxi e di Guizhou sono state demolite o rimosse, lasciando i sacerdoti e i fedeli con un senso di impotenza. È vero, queste azioni contro il cattolicesimo non sono certamente l’oggetto dell'accordo Sino-Vaticano, né la Santa Sede alzerà alcuna protesta o disappunto. In altre parole, l'accordo sino-vaticano non migliora per nulla la realtà della Chiesa cattolica in Cina. Coloro che ancora sperano che l'accordo possa migliorare la vita della Chiesa cinese non comprendono ancora l'ideologia ufficiale della Cina e la situazione oggettiva della società cinese odierna.

 

9. Quattro sacerdoti sotterranei nella provincia dell’ Hebei hanno rifiutato di ricevere il certificato e sono stati portati via dai funzionari governativi

La provincia dell’Hebei rappresenta il cuore della Chiesa cattolica sotterranea; per lungo tempo ha lottato per difendere i principi della fede cattolica, la fedeltà al successore di Pietro, rifiutando l’autonomia del governo sulla selezione e ordinazione dei vescovi, opponendosi con forza all’indipendenza dal papa di Roma e all’Associazione patriottica. Anche se il Comitato della Chiesa Cattolica della provincia dell’Hebei ha approvato il riconoscimento di tutti i sacerdoti, rilasciando a tutti il tesserino di riconoscimento come sacerdoti, per i membri del clero appartenenti alla Chiesa non ufficiale questo compromesso è inaccettabile, per questo in molti hanno rifiutato di ricevere questa “carta d’identità” di sacerdoti ufficiali. Poiché la politica religiosa del nostro Paese ha delle regole precise per ogni religione, le autorità riconoscono solo i gruppi religiosi registrati. Le uniche realtà cattoliche ufficiali riconosciute dal governo cinese sono: l'Associazione patriottica cattolica e l’Assemblea dei vescovi cattolici cinesi. Il Comitato Nazionale dei cattolici cinesi appartiene all’Assemblea dei vescovi cattolici cinesi, come anche i comitati locali della Chiesa cattolica sono sotto il Comitato nazionale. Di conseguenza le attività pastorali e missionarie dei sacerdoti della Chiesa non ufficiale, che rifiutano di ricevere la "carta di sacerdote", sono considerate illegali da parte delle autorità governative, cosicché diviene molto facile per questi sacerdoti essere arrestati.

 

10. Il vescovo sotterraneo Guo Xijin lascia il posto al vescovo ex illecito Zhan Silu

Prima della firma dell’accordo provvisorio circolavano voci che la "Santa Sede avrebbe affidato ad un suo inviato speciale in Cina il compito di convincere il vescovo Guo Xijin del Fujian a lasciare l’incarico al vescovo Zhan Silu. Dopo la firma dell'accordo, tali voci sono diventate una scontata realtà. La Santa Sede ha nominato come “ambasciatore” l’arcivescovo Claudio Maria Celli, il quale si è recato personalmente a Pechino con l’incarico di chiedere al vescovo Guo Xijin di lasciare il suo incarico a favore del vescovo Zhan Silu. Il vescovo Guo Xijin ha accettato umilmente questa disposizione della Santa Sede, diventando il vescovo ausiliare della diocesi di Mindong. In apparenza questo può sembrare un passo verso l’unità tra la Chiesa ufficiale e non ufficiale, e può anche essere visto come l'alba della comunione tra le due comunità.

 

Lo sguardo ai principali eventi di cronaca del 2018 riguardanti la Chiesa cattolica cinese inevitabilmente lasciano molta confusione e ansia. Anche se i funzionari della Santa Sede e del governo cinese hanno firmato un accordo provvisorio, il cammino verso l'unità della Chiesa cattolica cinese è ancora lungo, non solo per le molte incomprensioni e inimicizie lungo la storia, ma anche e soprattutto per le interferenze politiche esterne. Il lungo fiume del cattolicesimo nella storia umana ha circa 2000 anni, dentro i quali le innumerevoli frustrazioni e le difficili condizioni della Chiesa in Cina possono considerarsi “normali”. Gesù infatti ha promesso: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". È la certezza della Sua presenza che riempie di speranza il futuro della Chiesa cattolica in Cina.

 


[1] I monti Jinggang sono il luogo in cui Mao e i suoi compagni si rifugiarono dopo la persecuzione ad opera del Guomingdang nel 1927. Da qui prese inizio la conquista di tutta la Cina. I monti Jinggang sono considerati luogo di nascita dell’Esercito per la liberazione del popolo e la “culla della rivoluzione”.

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