26/10/2010, 00.00
CINA
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Liu Xia ai dissidenti: “Andate a ritirare il Nobel di mio marito”

La moglie di Liu Xiaobo, attivista e autore del manifesto democratico Charta ’08, chiede alla comunità dissidente cinese di andare ad Oslo e ritirare il prestigioso riconoscimento al posto del marito, condannato a 11 anni di carcere. I fratelli di Liu sperano di incontrare il dissidente in carcere prima della cerimonia, e 15 Nobel per la pace chiedono a Hu Jintao di liberarlo.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Liu Xia, moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, ha chiesto “agli amici” di ritirare al suo posto il premio ad Oslo, il prossimo 10 dicembre. Con un accorato messaggio pubblicato su Twitter la donna, al momento agli arresti domiciliari pur senza alcuna accusa ufficiale, ha detto che il marito “vorrebbe che i suoi amici partecipassero a questa storica cerimonia e condividessero l’onore del premio”.

Nel messaggio Liu Xia parla di “almeno 100 dissidenti” e cita direttamente Ding Zilin, la leader del gruppo di pressione Madri di Tienanmen; Li Rui, ex segretario personale di Mao Zedong e firmatario nelle scorse settimane di una lettera aperta al governo cinese in cui si chiede di abolire la censura; Bao Tong, segretario e amico del defunto leader riformista Zhao Ziyang; la blogger tibetana Woeser e Zhang Zuhua, che ha contribuito alla stesura di Charta ’08.

Tutte queste personalità sono però al momento sotto il ferreo controllo della polizia. Qualora non riuscissero a lasciare il Paese, potrebbero essere i fratelli di Liu Xiaobo a partecipare alla cerimonia di consegna. Questi, preoccupati che la polizia decida di intensificare la sorveglianza dei loro movimenti, visiteranno il fratello in carcere il mese prossimo, nella speranza di poter discutere con lui su chi prenderà parte alla cerimonia di consegna del premio il 10 dicembre a Oslo.

Nel frattempo, aumenta la pressione internazionale per la liberazione del dissidente. Un gruppo di 15 premi Nobel ha scritto una lettera ai leader del G20 chiedendo che facciano pressioni su Pechino affinché liberi il docente. La lettera, pubblicata da Freedom Now, è firmata tra gli altri dall’ex presidente Usa Jimmy Carter, dal Dalai Lama, dall’ex presidente sudafricano Fredrik de Klerk e dall’attivista iraniana per i diritti umani Shirin Ebadi.

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