03/10/2008, 00.00
CINA
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Lo scandalo-latte mette in crisi i ristoranti cinesi

Trovata melamina in un ristorante cinese in Austria, come pure in prodotti venduti in Thailandia, Filippine, Laos. Poco ascoltata Pechino che dice che ora il latte è sicuro. A Taiwan è polemica tra il governo e la Nestlé.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina dice che ora il suo latte è sicuro. Ma intanto viene trovata melamina nel latte esportato nelle Filippine e persino in un ristorante cinese vicino Vienna. E’ polemica a Taiwan tra il governo e la multinazionale Nestlé.

A Pechino, l’Amministrazione generale per la supervisione della qualità, l’ispezione e la quarantena (Asqiq), ha comunicato ieri che, dalle ultime analisi, non c’è melamina in latte, yogurt e altri prodotti successivi al 14 settembre delle ditte più coinvolte nello scandalo, quali Yili, Mengniu, Bright Dairy e Sanlu. Pechino dice che molti prodotti ritirati potranno essere riammessi alla vendita, seppure promette che le esportazioni dei prodotti contraffatti saranno comunque sospese fino all’accertamento che siano sicuri. Il neonominato presidente Asqiq, Wang Yong, ha visitato una fabbrica della Mengniu, dove ha scelto una confezione di latte e lo ha assaggiato.

Ma questi annunci sono accolti con diffidenza all’estero, dopo che molti prodotti caseari cinesi sono risultati adulterati nonostante le iniziali assicurazioni contrarie; dopo che è risultato che nel Paese non c’era alcun effettivo controllo di qualità; dopo che appena due giorni fa sono risultati contenere melamina l’11,7% dei prodotti esaminati, con 37 grandi ditte coinvolte.

Il segretario filippino alla Sanità, Francisco Duarte, ha comunicato oggi che “due tipi di latte [cinese] sono risultati avvelenati” per la melamina. Il divieto al latte cinese è rigido (nella foto, un controllo) e sono stati persino chiusi negozi trovati a venderlo.

La tailandese Dutch Mill Group, leader del settore caseario, ha annunciato che rimanderà indietro 122 tonnellate di latte cinese in polvere, nonostante non risultino contenere quantità pericolose di melamina. Nel Paese sono stati trovati contaminati prodotti famosi come M&Ms e Snickers della Mars, i biscotti Oreo della Kraft, le barrette di cioccolato al latte Dove.

Oggi la melamina è stata trovata nel frullato di un ristorante cinese a Graz, in Austria, i cui ingredienti provengono da un negozio di specialità cinesi di Vienna. Anche se l’Austria ha trovato negativi altri 183 esami su prodotti cinesi nell’intera nazione, in Europa e Usa si diffonde la sfiducia verso i ristoranti cinesi. Nei giorni scorsi la sostanza è stata trovata nelle caramelle al latte White Rabbit vendute a Stoccarda in Germania, come pure era stata trovata in quelle vendute in Nuova Zelanda. In Giappone è stata riscontrata in confezioni di crostate all’uovo di Macao

Anche in Laos è stata oggi trovata melamina nel latte in polvere cinese. La melamina, ricca di azoto, è molto usata per fare la plastica. Aggiunta ad alimenti può farli sembrare ricchi di proteine, ma è nociva per l’uomo. In Cina ha fatto ammalare ai reni almeno 53mila neonati (dato ufficiale, quello effettivo si ritiene molto maggiore), causando circa 13mila ricoveri e almeno 4 morti.

Intanto il dipartimento per la Sanità a Taiwan conferma il bando di 6 prodotti della Nestlé contenenti melamina, seppure in quantità che definisce “non pericolosa per la salute”. La ditta di Ginevra risponde di “non capire perché le autorità ci abbiano chiesto di ritirare questi prodotti, se per loro stessa ammissione sono del tutto sicuri secondo gli standard internazionali”. La Nestlé Taiwan lamenta che la decisione le farà perdere almeno un miliardo di dollari di Taiwan (circa 22,4 milioni di euro).

I diversi Paesi stimano nociva e vietano la sostanza in quantità diverse  e ieri Taiwan ha sollecitato una conferenza internazionale per adottare standard comuni. L’Isola fa uso massiccio di prodotti caseari cinesi e lo scandalo-latte ha causato gravi danni all’economia, ma ha anche riattizzato polemiche interne. Il Partito Kuomintang al governo, filocinese, è accusato dal Partito democratico progressista di non avere agito in modo tempestivo. Il ministro alla Salute Lin Fang-yue si è dimesso per questa vicenda, sostituito da Yeh Ching-chuan, e ora è vietata l’importazione di latte e derivati cinesi.

 

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