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» 26/07/2006
india
Madhya Pradesh, è ancora più dura la nuova legge anti-conversione

L'Assemblea statale ha approvato ieri – con voto espresso a voce e senza dibattito in aula – il decreto che rafforza la legge anti-conversione. Proteste dell'Associazione cristiana.  



Delhi (AsiaNews) – L'Assemblea dello Stato centro-settentrionale del Madhya Pradesh ha approvato ieri un controverso decreto che rende ancora più dura la Legge anti-conversione statale, in vigore dal 1968, che "previene le conversioni ottenute con la forza o con la frode". Secondo il nuovo decreto, sarà obbligatorio per chi si vuole convertire avvertire delle sue intenzioni il magistrato distrettuale tramite una dichiarazione, che deve avvenire almeno un mese prima la cerimonia: in caso contrario, sono previste multe fino a mille rupie e la galera.

Allo stesso modo, il religioso che non informa le autorità della sua intenzione di officiare la cerimonia di conversione rischia fino a 5 mila rupie di multa ed un anno di galera. Per quest'ultimo è previsto anche l'obbligo di fornire nome ed indirizzo del convertito, oltre alla data in cui intende celebrare la cerimonia.

Dopo questa prima fase, il decreto prevede che la pubblica sicurezza "si informi e verifichi le credenziali del religioso e della sua organizzazione, oltre a dover certificare che la conversione non è stata ottenuta con la forza o con la frode".

Gli emendamenti alla legge sono stati approvati tramite voto espresso a voce e senza alcun dibattimento in aula: i deputati del Congress, che nello Stato sono all'opposizione, si sono scagliati inutilmente contro il testo e contro le modalità d'approvazione.

Secondo i leader cristiani, la nuova legge "dà una nuova arma a coloro che vivono per molestare i nostri missionari". "I cristiani – dice Indira Iyengar, presidente dell'Associazione cristiana – vengono spesso coinvolti in casi di conversione forzata costruiti ad arte. Solo quest'anno abbiamo dovuto affrontare più di 24 attacchi da parte di estremisti nazionalisti, che con la falsa accusa di proselitismo ci hanno più volte molestato". (NC)


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