04/12/2012, 00.00
INDIA
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Madhya Pradesh, violenze anticristiane. Polizia “complice” dei nazionalisti indù

di Nirmala Carvalho
I sostenitori dell’hindutva sfruttano la legge-anticonversione vigente nello Stato. Nel distretto di Ratlam, attivisti indù hanno accusato alcuni cristiani pentecostali di praticare conversioni forzate, e dei poliziotti hanno ordinato di interrompere il servizio di preghiera in corso.

Mumbai (AsiaNews) - "La polizia del Madhya Pradesh è complice delle violenze perpetrate contro la comunità cristiana". È la denuncia di Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), riguardo all'ultimo caso di persecuzione avvenuto nello Stato. Circa 20 membri della Rashtriya Sawayamsevak Sangh (Rss) hanno rivolto false accuse di conversioni forzate contro alcuni cristiani pentecostali del distretto di Ratlam. Uno dei pastori presenti (v. foto) è stato pestato a sangue dagli attivisti Rss e ricoverato d'urgenza in ospedale. Il fatto è avvenuto il 30 novembre scorso.

Una settimana fa, il rev. Govind, pastore della Gospel Church, ha invitato il rev. Sarath a partecipare a un incontro di preghiera nel villaggio Boothpada. Poco dopo l'inizio del raduno, quattro agenti sono giunti sul posto, ordinando ai presenti di interrompere l'incontro e andarsene. In seguito, sono apparsi anche una ventina di nazionalisti indù della Rss, che hanno minacciato religiosi e fedeli con insulti e bestemmie. I pastori Govind e Sarath si sono allontanati a bordo di una moto, ma gli aggressori li hanno inseguiti, fermati e malmenati. Il rev. Sarath ha riportato gravi ferite a testa, viso e altre parti del corpo, e solo grazie all'intervento di alcuni fedeli è stato portato all'ospedale più vicino.

In un primo momento, la polizia ha impedito ai cristiani presenti al raduno di raggiungere i due pastori in fuga dai nazionalisti indù, perché "non sarebbe accaduto loro nulla". Secondo Sajan George, grazie alla legge anti-conversione che vige in Madhya Pradesh (Freedom of Religion Act, 1968) "i nazionalisti indù manipolano la polizia, spingendola ad agire contro i cristiani". Sulla carta, queste leggi proibiscono le conversioni che avvengono "tramite forza, coercizione o frode", e permettono così al governo di indagare. Di fatto, esse vengono applicate solo nei casi di indù che passano a un'altra religione. Dalla loro attuazione, le conversioni sono diminuite. 

 

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