14/07/2006, 00.00
MALAYSIA
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Malaysia: avvocati musulmani fondano un movimento per "difendere" l'Islam

Alcuni legali fondano un movimento intenzionato a "correggere" le posizioni di chi, all'interno degli organi giudiziari del Paese, sembra difendere religioni diverse dall'Islam. La questione, diventata "urgente" dopo il caso di Lina Joy.

Petaling Jaya (AsiaNews/TS) – Un gruppo di avvocati musulmani in Malaysia ha dato vita ad un movimento per difendere l'Islam da quelli che definiscono attacchi alla religione. Il gruppo chiamato Peguam Pembela Islam (PPI), o "Avvocati in Difesa dell'Islam",  si è posto come priorità quella di chiarire le "idee sbagliate" sulla religione del Profeta, emerse nelle recenti vicende giudiziarie su casi di apostasia e conversioni.

Zainur Zakaria, presidente del Comitato pro tempore del movimento ed ex presidente degli Avvocati malaysiani, spiega che il gruppo intende correggere le concezioni erronee dell'Islam offrendo il suo punto di vista sulla questione. "Ci riferiamo – sottolinea – alle visioni che sono state espresse circa la posizione dell'Islam e i diritti costituzionali Queste sono emerse in una serie di casi, non solo quello più recente di Lina Joy (convertita al Cristianesimo e che chiede il riconoscimento ufficiale della conversione, ndr), ma anche in casi precedenti". "I non-musulmani – continua – ritengono che la Malaysia non sia uno Stato islamico con l'Islam difeso dalla Costituzione. Quelle che sentiamo in giro sono le voci di chi invoca uno Stato laico, in cui l'Islam si sottomette alla Costituzione". Di fatto nel Paese esistono due legislazioni: quella islamica e quella costituzionale che spesso entrano in conflitto. Nel caso di Lina Joy è evidente: la Costituzione garantisce la libertà di religione; la legge islamica proibisce la conversione a un'altra religione e così l'Anagrafe e la Corte di Appello hanno rifiutato di cambiare la voce "Islam" sui suoi documenti. La donna ha fatto ricorso alla Corte Federale.

Zainur e gli 15 altri avvocati membri del Comitato, si sono riuniti in settimana per discutere d'urgenza la questione. "Non siamo contenti - spiega il legale - della posizione faziosa presa di recente dal Consiglio degli avvocati attraverso i suoi rappresentanti nell'ambito dell'appello di Lina Joy alla Corte Federale". Zainur ritiene "di parte" il Consiglio degli avvocati, perché "ha sostenuto la causa dell'appellante". All'interno del Consiglio degli avvocati il 40% dei membri è musulmano.

Il presidente del Consiglio degli avvocati, Yeo Yang Poh, ricorda che l'organizzazione ha sempre basato le sue posizioni sui diritti e le libertà fondamentali, da applicare a tutti senza differenza di genere, razza o religione. "Non riesco a capire - ammette Yeo - cosa significhi 'di parte'". E conclude: "Se ci ritengono faziosi, perché dalla parte di una religione, questa è una stupidaggine assoluta; il Consiglio degli avvocati non ha mai preso posizione in difesa di qualche particolare razza o religione".

 

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