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  • » 14/03/2006, 00.00

    MALAYSIA

    Malaysia: minoranze islamiche difendono la Costituzione, contro la sharia



    La legge prevede la libertà religiosa, ma la maggioranza sunnita applica la sharia a tutti i cittadini e discrimina le minoranze.

    Kuala Lumpur (AsiaNews/Scmp) - E' necessario valorizzare e difendere l'attuale Costituzione, contro la progressiva espansione della sharia in Malaysia. E' quanto sollecitano minoranze islamiche e organizzazioni per la tutela dei diritti, durante un forum nella capitale il 12 marzo.

    "E' tempo - ha detto Cyrus Das, noto legale, al forum organizzato dal Malaysian Bar Council insieme a 15 Ngo per la tutela dei diritti - di togliere la Costituzione dagli scaffali, spolverarla e applicarla nella vita quotidiana. La Costituzione Federale deve diventare importante nella nosta vita, perché è la legge suprema".

    La Costituzione è stata introdotta dai dominatori britannici ed è rimasta dimenticata fino ad oggi. L'art. 11 prevede la libertà religiosa, ma nell'esperienza quotidiana la maggioranza sunnita del Paese discrimina le altre fedi e le minoranze islamiche. Il forum ha lanciato una sottoscrizione per riaffermare che è la legge suprema dello Stato.

    "Anche se siamo islamici - commenta davanti a 1.000 persone Miljuan Hadjiran, musulmano Ahmadi - loro [la maggioranza sunnita] ci cacciano via, confiscano i nostri libri e ci impediscono di pregare. Non ci lasciano entrare nelle moschee e non ci permettono di costruirne una nostra. Quando cito l'art. 11 della Costituzione, loro ridono e mostrano il Corano". Il culto Ahmadi predica la venuta del Mahadi, l'ultimo profeta. Quest'idea è un anatema per i Sunniti, per i quali Maometto è stato l'ultimo profeta. Il National Fatwa Council può condannare gli Ahmadi al carcere, a una multa oppure alla "riabilitazione" per ottenere un'abiura.

    Le leggi coraniche - denunciano gli oratori - una volta disciplinavano solo le questioni personali e familiari, mentre ora si espandono a coprire sempre più ambiti della vita. Nel luglio 2005 i chierici islamici hanno scatenato la folla contro i seguaci di Ayah Pin, una piccola setta che da anni adorava una teiera gigante e che ammette tutti i credi. Religiosi islamici e polizia hanno abbattuto con bulldozer le loro abitazioni nel villaggio di Batu e circa 100 adepti sono stati arrestati e sono in attesa del processo.

    Alcuni mesi fa la shariah ha disposto un funerale islamico per una persona convertita all'induismo, nonostante l'opposizione della vedova. La corte civile disse di non avere giurisdizione in materia e il tribunale islamico non ammise la domanda della vedova perché "persona non musulmana".

    "Politici, giudici e funzionari pubblici - ha detto il giurista Malik Imtiaz - si considerano anzitutto musulmani e non cittadini". "Occorre riaffermare che la Malaysia è uno Stato secolare e non islamico e che la Costituzione è la legge suprema della Nazione. Occorre impedire l'applicazione della shariah a tutti i cittadini". (PB)

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