19/07/2016, 08.55
FILIPPINE - CINA
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Manila rifiuta la proposta di Pechino di “ignorare” la sentenza dell’Aja sul Mar Cinese meridionale

Perfecto Yasay riferisce che il suo governo ha respinto una offerta di negoziati “al di fuori e [in] spregio” al verdetto della Corte internazionale. Una proposta, aggiunge, che “non è in linea” con “il nostro interesse nazionale”. La priorità delle Filippine è negoziare il ritorno dei pescatori alle Scarborough Shoal. Pechino vuole proseguire la politica espansionista nell’area. 

 

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Il ministero filippino degli Esteri Perfecto Yasay ha dichiarato che Manila ha respinto una offerta di negoziati proposti dalla Cina “al di fuori e [in] spregio” al verdetto della Corte dell'Aja. Il governo cinese aveva chiesto alle Filippine di “ignorare” la sentenza della Corte permanente di arbitrato (Cpa) sulla Legge del Mare, secondo cui Pechino “non ha alcun diritto” di sovranità sui territori contesi nel mar Cinese meridionale. È quanto ha affermato 

La sentenza emessa il 12 luglio scorso, non è vincolante, e Pechino ha già annunciato di non voler rispettare perché proveniente da un tribunale “fallito”. Il verdetto è invece stato accolto con soddisfazione dalle Filippine che per prime hanno promosso l’arbitrato nel gennaio 2013.

“[Il ministero cinese degli Esteri] ci ha chiesto di aprire a negoziati bilaterali - ha dichiarato Yasay - ma al di fuori, [o] in pieno disprezzo dell’arbitrato internazionale”. Tutto questo, aggiunge, “non è in linea con i dettami della nostra Costituzione e con il nostro interesse nazionale”.

Dopo aver ascoltato la linea di Manila, conclude, Pechino ha sottolineato che uno “scontro” fra i due Paesi rischia di essere inevitabile. 

In queste ore la Cina non ha voluto commentare le parole del ministro filippino; tuttavia, a margine di un incontro con gli Stati Uniti sulla sicurezza nei mari il governo di Pechino ha mantenuto un atteggiamento di sfida sulla questione. 

Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Xinhua, un funzionario dell’esercito cinese ha già fatto sapere che Pechino “non fermerà mai le costruzioni” sulle isole Nansha. 

Intanto, la priorità di Manila è di negoziare il diritto di ritorno dei pescatori filippini all’atollo conteso di Scarborough Shoal; l’applicazione delle altre disposizioni previste dalla sentenza dovrà essere presa in considerazione di volta in volta. 

L’annosa disputa nei mari della regione, che si trascina da anni, nasce dalla rivendicazione di Pechino di una fetta consistente di oceano comprendente le isole Spratly e Paracel. Queste zone sono contese da Vietnam, Taiwan, Filippine, Brunei e Malaysia.

Lì la Cina ha avviato la costruzione di una serie di isole artificiali con impianti militari, fari e ha compiuto diversi affondamenti di imbarcazioni e pescherecci vietnamiti e filippini, causando un continuo innalzamento della tensione

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