26/03/2012, 00.00
SIRIA
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Medvedev: la missione di Kofi Annan "ultima occasione" per evitare una guerra civile in Siria

Il presidente russo assicura appoggio all'ex segretario dell'Onu, ma non ne chiarisce i termini. Obama e il premier turco parlano invece di fornire aiuti "non letali" ai ribelli. "Human Rights Watch" denuncia l'uso di "scudi umani" che gli uomini della sicurezza siriana mettono davanti ai soldati o ai carri armati.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) - La missione di Kofi Annan "potrebbe essere l'ultima occasione per evitare una lunga e sanguinosa Guerra civile in Siria": in tali termini il presidente russo Dmitry Medvedev ha espresso ieri l'appoggio del suo Paese al tentativo che l'ex segretario generale delle Nazioni Unite di convincere governo  e opposizione siriani a porre fine agli scontri in atto ormai da più di un anno.

Le affermazioni di Mosca - che insieme a Pechino ha bloccato con il veto due mozioni di condanna del regime di Bashar al-Assad da parte dell'Onu - non spiegano come si intenda dare sostegno al piano di Annan che comprende la richiesta di cessate il fuoco, l'immediato ritiro degli armamenti pesanti dalle aree residenziali e la possibilità di accesso per aiuti umanitari. Idee contenute anche nel piano della Lega araba, concretamente respinto da Damasco.

Quasi contemporaneamente alle dichiarazioni di fonte russa, ieri il presidente statunitense Barack Obama e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan hanno espresso l'idea di inviare ai ribelli aiuti "non letali", che potrebbero comprendere sistemi di comunicazione e medicine. Il progetto potrebbe essere fatto proprio dalla prossima riunione dei gruppo "Friends of Syria", in programma l'1 aprile.

L'idea - a proposito della quale Edogan ha detto: "non possiamo rimanere spettatori di quanto sta accadendo" - è destinata a creare contrasto con Mosca. Ieri il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha confermato che i russi mettono sullo stesso piano forze di sicurezza siriane e riballi, ripetendo che "bisogna fermare la violenza da chiunque provenga". L'affermazione è giunta lo stesso giorno nel quale fonti dei ribelli riferiscono di 15 civili uccisi nell'attacco dell'esercito contro Homs (nella foto), mentre ,"Human Rights Watch" denuncia l'uso di "scudi umani" che gli uomini della sicurezza siriana mettono davanti ai soldati o ai carri armati.

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