12/02/2010, 00.00
FILIPPINE
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Mindanao: le violenze non fermano il dialogo e i rapporti tra cristiani e musulmani

di Santosh Digal
Da quarant’anni la regione di Mindanao a maggioranza musulmana è teatro di violenze, dovute al conflitto tra ribelli islamici ed esercito filippino. Insegnante cattolico di Basilan (Mindanao) racconta la sua esperienza di amicizia con alcuni musulmani e dice che tutta la popolazione desidera la pace.

Basilan (AsiaNews) – “Chi  non è di Mindanao guarda i musulmani con timore e questo a causa delle notizie riportate dai media. La percezione è quella che cristiani e musulmani non potranno mai vivere insieme”. E’ quanto afferma Daniel Febella, insegnante cattolico di Basilan che sostiene invece la possibilità di amicizia tra cristiani e musulmani. “In passato – dice - ho stretto molte amicizie con ragazzi musulmani e li considero ancora come i miei migliori amici”.

Per lungo tempo l’insegnante è stato testimone delle violenze avvenute nella regione. Questa è da quarant’anni teatro di una guerra tra esercito filippino e ribelli islamici di Moro Islamic Liberation Front e Abu Sayyaf. Il conflitto ha colpito cristiani e musulmani causando oltre 750mila sfollati e migliaia di morti. Da settembre 2009 governo e Milf hanno riaperto i dialoghi, ma l’uccisione di 57 persone avvenuta a Maguindanao lo scorso 23 novembre ha aumento di nuovo il clima di paura tra la popolazione.

“Durante le scuole superiori – racconta Febella - una bomba piazzata dagli estremisti islamici di Abu Sayyaf è esplosa proprio a pochi metri da casa mia”. Egli racconta di aver visto i corpi dilaniati degli insegnanti  e dei ragazzi della vicina scuola sparsi in mezzo alla strada. Queste esperienze non hanno però impedito la nascita di legami con i compagni di classe musulmani.

“Ho avuto compagni di classe musulmani dalle elementari alle superiori – afferma Febella che ha frequentato una scuola cattolica – tutte le mattine noi cattolici recitavamo in classe il rosario mentre i ragazzi musulmani si recavano nella moschea situata all’interno del campus”. Febella dice che anche i ragazzi islamici assistevano alle lezioni di religione. Uno di questi, Prem Abdullah, aveva anche chiesto di partecipare a una recita che rappresentava le storie della Bibbia.

“Quando ero alle superiori – dice l’insegnante – ho partecipato a un progetto di studio sulle imprese della regione insieme ad altri tre ragazzi tra cui due musulmani. Questa amizia è durata e non abbiamo mai avuto conflitti”.  

Secondo Febella cristiani e musulmani hanno molto da condividere. “Le violenze che accadono ogni giorno intorno a noi dice -  non hanno mai interrotto del tutto le nostre relazioni. Ci fidiamo l’uno dell’altro e ci rispettiamo. Noi tutti desideriamo la  pace qui a Basilan così come in altre parti delle Filippine”.

A Mindanao la Chiesa cattolica è attiva da anni nel dialogo tra cristiani e mulmanani. Esempio di questo lavoro è il Silsilah, movimento per il dialogo islamo-cristiano fondato da p. Sebastiano D’Ambra (Pime). Il Silsilah propone da 20 anni progetti e iniziative come la Conferenza dei vescovi e degli ulema (Bishop ulema forum) e la settimana per la pace a Mindanao (Mindanao Week of peace) che si è celebrata lo scorso novembre in tutta la regione.

 

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