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  • » 17/05/2014, 00.00

    THAILANDIA

    Missionario Pime: Cristo, fonte di riscatto fra modelli negativi e catastrofi naturali

    Valerio Sala

    P. Valerio Sala racconta la propria esperienza nel nord della Thailandia, teatro nei giorni scorsi di un forte terremoto. Le visite pastorali nei villaggi e la cura di tre ostelli, che ospitano 70 studenti dalle elementari alle superiori. Una proposta educativa basata sul cammino di "fede" e su modelli positivi. Con la certezza che Gesù "ci precede" nel cammino e benedice le opere nel suo nome.

    Chiang Rai (AsiaNews) - Mentre vi scrivo la terra trema ancora: il 5 maggio scorso il terremoto è venuto a farci "visita". Una visita improvvisa ed inaspettata, tanto più che la Thailandia non è una nazione ad alto rischio sismico. Una visita che assomigliava a quello di un ladro: entra nelle case, le devasta, apre tutti gli armadi, scuote oggetti e li butta a terra. Certo, come non fa piacere essere visitati dai ladri, così anche il terremoto lascia attoniti: è difficile rientrare nelle stanze e raccogliere oggetti, perché hai sempre la sensazione che tutto si muova e che possa tornare da un momento all'altro; per non parlare poi della sensazione di essere stati come "violati" da un estraneo! Quello che poi ci ha lasciato senza parole è che è accaduto esattamente una settimana prima dall'inizio del nuovo anno scolastico, e a pochi giorni dall'apertura dei nostri ostelli. Uno di essi, quello vicinissimo all'epicentro, è quasi del tutto inagibile. E pensare che avevamo appena finito i lavori di ristrutturazione per accogliere un gruppo di adolescenti di un nostro progetto educativo.

    Fortunatamente al centro della missione, nella cittadina di Mae Suay, pur avendo avvertito molto bene la scossa, i danni sono stati lievi. Nei giorni scorsi sono entrati i 34 ragazzi che, nei giorni prossimi, inizieranno il nuovo anno scolastico nella grande scuola cattolica ad una trentina di chilometri dalla nostra missione. La vita continua, anche se per i giorni a venire ci sarà un po' di "timore" nel fare le scale o dormire al secondo piano!

    Terremoto a parte, questo tempo pasquale è caratterizzato dalla visita ai villaggi che, secondo il nostro piano pastorale, inizia già dal tempo di Quaresima. La mia missione ha sotto la sua cura ben 29 villaggi, ognuno con cappella e quasi tutti con un responsabile: pur desiderando visitarle con maggiore frequenza, bisogna però fare i conti con le tante altre attività della missione. Per questo, pur essendo in due sacerdoti, spesso il giro completo dei villaggi richiede quasi due mesi. Sono a Mae Suay oramai da quasi due anni e mezzo, e non ho ancora terminato di visitarli tutti, anche perché la mia attività principale è la cura di tre ostelli, nei quali ospitiamo circa 70 ragazzi dalle elementari alle superiori.

    Il metodo di "selezione" è legato al fatto che la proposta che facciamo è diversa dai semplici "ostelli-dormitori". I ragazzi provengono da famiglie già cattoliche o che stanno facendo il cammino di catecumenato, perché essi abbiano già quella base di "fede" che permetta a genitori e figli di recepire il senso del nostro metodo educativo. Lodi, rosario, messa, catechismo tre giorni a settimana prima di andare a scuola, prove di canto settimanali, condivisione della Parola di Dio e adorazione eucaristica mensile, sono solo alcuni degli appuntamenti di preghiera della vita dell'ostello.

    È un cammino intenso, che vuole aiutare i ragazzi a formare una base solida sulla quale fondare la propria vita di cristiani e il proprio futuro, in una società che invita a fare proprio tutto il contrario di quello che il Vangelo insegna. Oggi più che mai c'è bisogno di insegnare valori positivi, non solo derivanti dal Vangelo ma anche e soprattutto dalle regole di buona convivenza ed educazione che sembrano sparite dai manuali scolastici. Nel mio piccolo vedo come molti dei nostri ragazzi avvertano il bisogno di avere dei modelli da seguire; purtroppo spesso appaiono come figure irraggiungibili e chi tenta di imitarle si trova a fare in conti con i propri limiti. Persone del mondo del calcio, dello spettacolo, della musica, ma che nella società thai, soprattutto tra i tribali dei monti del Nord, assumono veramente le caratteristiche di veri e propri modelli per un futuro migliore. Tra questi modelli è raro che vi sia un catechista, un prete, un educatore, una suora...

    Scoraggiarsi? Beh, spesso la tentazione di dire che tutto è inutile c'è! Ma la speranza viene appunto dal Vangelo: la domenica di Pasqua nel Vangelo di Matteo abbiamo letto che, nonostante molti dubitassero della resurrezione di  Gesù, Egli, apparendo agli apostoli, non dice una parola di sconforto o rammarico, ma esorta i presenti a farsi testimoni di quello che hanno visto e sentito, e aggiunge che li avrebbe preceduti in Galilea. Questo brano può essere veramente il paradigma della nostra vita di cristiani e la mia vita di prete missionario: non piangersi addosso, non permettere che delle situazioni ordinarie diventino "catastrofi" irrisolvibili, ma avere invece la certezza che Gesù ci precede "sempre". Il precederci è già un benedire e riconoscere quello che stiamo facendo nel Suo nome.

    Con questi sentimenti pasquali nel cuore, vi saluto e mi affido alle vostre preghiere,vi assicuro le mie  e come sempre vi affido i "miei" ragazzi della missione.

    *P. Valerio Sala è un missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), originario della provincia di Milano, in Thailandia da cinque anni. 

     

     

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