07/05/2014, 00.00
THAILANDIA
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Missionario Pime in Thailandia: Dopo il terremoto, serve un aiuto per la ricostruzione

Il bilancio è di una donna morta e almeno 25 feriti; in due giorni si sono registrate oltre 180 scosse di assestamento. P. Valerio Sala conferma: "Siamo in pieno sciame sismico”. Colpito l’ostello che avrebbe dovuto ospitare studenti delle superiori. Il governo ha promesso aiuti, ma “ben vengano” anche contributi dall’estero.

Bangkok (AsiaNews) - "Siamo ancora in pieno sciame sismico, anche oggi si sono avvertite scosse; una alle 4 del mattino, un'altra molto forte ieri sera alle 9.15 di magnitudo 5. Secondo gli esperti, i movimenti continueranno almeno per una settimana". È quanto racconta ad AsiaNews p. Valerio Sala, missionario Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) in Thailandia da cinque anni, che ha vissuto in prima persona il forte terremoto che ha colpito il nord del Paese la sera del 5 maggio. Di magnitudo 6,3, la scossa principale ha interessato la provincia di Chiang Rai, nella zona settentrionale al confine con Laos e Myanmar, ad una profondità di soli 7,4 km. Il bilancio ufficiale parla di una donna di 83 anni morta e almeno 25 feriti; sono più di 180 le scosse di assestamento avvertite dai geologi, sei delle quali molto forti. 

Il missionario italiano - è nato a Carugate (Milano) nel 1973 - racconta che "i thai sono molto fatalisti" e vivono con rassegnazione eventi naturali di questo tipo. Le persone si comportano "come se niente fosse successo", altri "prendono alla lettera quanto dice il governo e non si spostano dalle loro case"; certo è che, come tre anni fa con l'inondazione, "non si sono viste scene di panico". 

P. Sala è vice-parroco al centro cattolico di Santo Spirito a Mae Suaj ("Mamma Bella" in lingua locale, ndr), un villaggio della provincia di Chiang Rai distante circa 30 km dall'epicentro del sisma principale. "Per quanto riguarda la nostra missione - racconta - l'obiettivo è ripristinare l'ostello, peraltro oggetto di recente di un profondo restauro. Da alloggio per bambini delle elementari, doveva essere riconvertito a studentato per ragazzi delle superiori. Avrebbe dovuto accoglierne almeno una ventina, ma il terremoto ha causato gravissimi danni a tre quarti della struttura [che sorge a poca distanza dall'epicentro, ndr], compresa la chiesetta utilizzata per le funzioni". 

"Speriamo nell'aiuto del governo - aggiunge il missionario Pime - che ha già promesso interventi; come parrocchia siamo riconosciuti anche a livello di Ong per l'opera compiuta nel sociale. E per questo contiamo in un finanziamento per la ricostruzione, perché a breve inizia l'anno scolastico e non sappiamo dove poter alloggiare i ragazzi. Detto questo, se ci fossero aiuti anche dall'estero, dall'Italia, ben vengano... abbiamo bisogno di circa 40mila euro per completare i lavori". 

"Pur essendo una zona sismica - prosegue p. Sala - è la prima volta che sento un terremoto". Al momento della scossa il sacerdote si trovava in ritiro con un gruppo di giovani, a circa 300 km di distanza, ma "il sisma l'ho sentito molto bene". Tuttavia, la città di Chiang Rai (circa 80mila abitanti) ha retto bene l'impatto e non si sono registrati gravi danni, anche perché "non vi sono grossi grattacieli, le case sono in genere a due o tre piani e anche questo è servito a contenere il bilancio delle vittime e dei feriti".(DS)

 

 

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