16/10/2010, 00.00
VATICANO - TURCHIA
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Mons. Franceschini: Ultranazionalisti e fanatici religiosi gli assassini di mons. Padovese

Il successore del vescovo dell’Anatolia vuole che vengano cancellate le “insopportabili calunnie fatte circolare dagli stessi organizzatori del delitto”, sulla presunta omosessualità del martire ucciso. Una richiesta urgente di pastori, personale missionario e aiuti economici per la Chiesa di Turchia.
Città del Vaticano (AsiaNews) – L’assassinio di mons. Luigi Padovese, vescovo dell’Anatolia ucciso il 3 giugno scorso, è opera di “ultranazionalisti e di fanatici religiosi”. Lo ha affermato mons. Ruggero Franceschini, davanti all’assemblea del Sinodo sul Medio oriente.
 
Si tratta, ha detto, di “omicidio premeditato, dagli stessi poteri occulti che il povero Luigi aveva, pochi mesi prima, indicato come responsabili dell'assassinio di Don Andrea Santoro, del giornalista armeno Dink e dei quattro protestanti di Malatya; cioè un' oscura trama di complicità tra ultranazionalisti e fanatici religiosi, esperti in strategia della tensione”.
 
Mons. Franceschini, succeduto come vicario dell’Anatolia al vescovo ucciso, ha precisato di voler cancellare con queste affermazioni le “insopportabili calunnie fatte circolare dagli stessi organizzatori del delitto”.
 
Mons. Padovese è stato ucciso dal suo autista, Murat Altun, 26 anni, da tempo al servizio del prelato. Egli stesso ha cercato di farsi passare per persona con disturbi mentali e ha diffuso la voce che il motivo dell’uccisione era un rapporto omosessuale che egli intratteneva con il vescovo.
 
Secondo testimonianze dirette, raccolte da AsiaNews, subito dopo l’omicidio egli aveva gridato “Allah akbar! Ho ammazzato il grande satana!”.
 
A suo tempo, Vaticano e governo turco avevano mantenuto ferma l’ipotesi che l’uccisione era avvenuta per “motivi personali” escludendo la pista politica o religiosa.
 
In un’intervista ad AsiaNews (cfr.: 10/06/2010 Arcivescovo di Smirne: Sul martirio di mons. Padovese vogliamo la verità e non “pie bugie” ) mons. Franceschini aveva detto: “Di certo nel movente di questo assassinio, così ben studiato, c’è il desiderio di qualche settore della società turca che non vuole entrare a far parte dell’Europa, e non vuole nessuna novità”.
 
Nel suo intervento all’assemblea sinodale, il vescovo ha sottolineato l’urgenza per la Chiesa turca di avere più personale missionario, un nuovo vescovo per l’Anatolia e qualche aiuto economico.
 
“La Chiesa di Anatolia – ha concluso - è a rischio di sopravvivenza, e questa è una situazione di cui vi faccio partecipi con un tono di gravità e urgenza. Voglio tuttavia rassicurare le Chiese vicine, in particolare quelle che soffrono persecuzione e vedono i propri fedeli trasformarsi in profughi, che come Conferenza episcopale turca saremo ancora disponibili all'accoglienza e all'aiuto fraterno, anche oltre le nostre possibilità”.
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