2 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 01/12/2008
IRAQ
Mons. Sako: incentivare l’esodo dei cristiani è un danno per tutto l’Iraq
L’Unione Europea ha annunciato di voler accogliere fino a 10mila profughi iracheni, in esilio in Siria e Giordania. L’arcivescovo di Kirkuk si dice contrario a una fuga di massa dei cristiani dalla loro terra d’origine e denuncia l’assenza di una leadership politica che promuova l’unità. Andarsene implica “tradire il senso del messaggio cristiano”.

Kirkuk (AsiaNews) – Accogliere i rifugiati è doveroso, ma ancora più importante è “eliminare le cause alla base della fuga” e permettere alle persone di “vivere in pace e armonia nella loro terra”. È il senso del messaggio che mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, lancia attraverso AsiaNews sulla questione dei profughi iracheni.

Il 27 novembre l’Unione Europea ha annunciato di essere pronta ad accogliere fino a 10mila rifugiati iracheni, la maggior parte dei quali vive in esilio in Siria e Giordania, in mezzo a stenti e sofferenze. “Fare una sanatoria di questo genere – continua mons. Sako – è come dire ai cristiani di fuggire, di andarsene via dall’Iraq. Oggi 10mila, domani altri 10mila fino al giorno in cui il Paese non si svuoterà della presenza cristiana”. Il prelato ribadisce che non ci si può limitare “ad accogliere i rifugiati”, ma bisogna predisporre “tutte le iniziative necessarie per favorirne la permanenza”.

La Germania ha affermato di essere pronta ad accoglier almeno 2500 profughi e la priorità verrà concessa a quanti necessitano di cure mediche, alle vittime di torture e abusi, alle ragazze madri e alle minoranze religiose. Un plauso arriva dall’Alto commissario Onu per i rifugiati che parla di un “passo positivo”, dopo 18 mesi di pressioni esercitate nei confronti di Bruxelles. L’arcivescovo di Kirkuk non giudica negativa “in toto” la decisione, ma tiene a precisare che “vi sono casi estremi di persone che non possono rientrare, come i membri del vecchio regime di Saddam”, ma non per questo va favorito un esodo di massa che finirebbe per peggiorare la situazione. “È giusto accogliere le persone in difficoltà – continua – ma è altrettanto giusto affrontare casi specifici e soprattutto lavorare per la ricostruzione di una convivenza civile nel Paese”.

Mons. Sako denuncia la mancanza di una linea comune all’interno della comunità cristiana e l’assenza di una leadership politica forte: “I cristiani sono divisi al loro interno – commenta – alcuni voglio restare, altri preferiscono andare via. La voglia di fuga è senza dubbio acuita dalla mancanza di un leader politico che orienti le persone verso un progetto concreto, solido, che le convinca a restare, pur fra sofferenze e difficoltà”. Contraria all’esodo è anche una larga fetta della comunità musulmana, che si aspetta dai fratelli cristiani “fedeltà, apertura e moralità”, ma soprattutto una collaborazione concreta “per la costruzione di un futuro assieme” perché considerano “i cristiani una parte integrante del Paese”.

L’arcivescovo di Kirkuk conclude lanciando un monito alla comunità cristiana: “Fuggire di fronte alle difficoltà – dice – significa perdere la sostanza del messaggio cristiano che ci invita alla missione, non alla ritirata. Persino nel caso di persecuzioni bisogna mostrare il senso più profondo del Vangelo, che ci chiede di essere testimoni del sacrificio di Cristo. Andare via equivale a tradire tanto il compito dell’annuncio cristiano, quanto le attese e le speranze di molti musulmani . In tutto questo è racchiuso il senso dell’espressione ‘Quo vadis?’ pronunciata secondo la tradizione da Pietro a Gesù. Questi, rispondendogli, lo invitava a tornare a Roma per affrontare il martirio”.(DS)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
02/12/2008 IRAQ
Nel “nuovo” Iraq c’è una strategia che mira ad eliminare i cristiani
di Dario Salvi
18/02/2009 IRAQ
Decine di famiglie cristiane rientrano a Mosul
14/11/2009 IRAQ
Mosul: gruppo armato uccide 16enne cristiano sulla porta di casa
01/03/2010 IRAQ
Manifestazioni e digiuno dei cristiani irakeni contro le uccisioni e il “ghetto” di Ninive
25/02/2010 IRAQ
Vescovo di Mosul: Emergenza umanitaria. Centinaia di famiglie cristiane in fuga dalle violenze

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate