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    » 18/01/2005, 00.00

    cina - hong kong

    Morte di Zhao: poco risalto sui media



    Il governo difende il massacro di Tiananmen. Negato al parlamento di Hong Kong un minuto di silenzio per la morte dell'ex leader.

    Pechino-Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) –La morte di Zhao Ziyang ha avuto molto risalto in tutto il mondo, meno che in Cina. Unica segnalazione è lo scarno comunicato della Xinhua (4 righe), riportato da alcuni portali. Ma né televisioni, né giornali della sera hanno riportato la notizia.

    Il governo non ha permesso nemmeno discussioni sul tema nelle chat. I forum su Sina.com e Sohu, i portali più diffusi nel paese, sono stati immediatamente bloccati. Un responsabile di Sina.com ha dichiarato che per  ragioni  che "ognuno può capire", ha ricevuto "ordini superiori" di chiudere  le chat sull'argomento.

    Solo in qualche sito universitario, della Qinghua e della Beida,  vi sono stati commenti. Le università erano comunque calme, anche a causa della vacanze invernali.

    La morte di Zhao è legata in modo diretto alla soppressione violenta del movimento pro-democratico dell'89. Oggi a una conferenza stampa, il ministro degli esteri Kong Quan, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha difeso ancora una volta l'operato del governo

    "I sommovimenti politici e il problema di Zhao – ha detto Kong – sono ormai passati. Gli ultimi 15 anni hanno mostrato che la decisione della Cina era giusta. La stabilità e lo sviluppo del paese sono negli interessi della Cina e del mondo intero. Ciò che è accaduto negli ultimi anni ha ormai mostrato che il giudizio di allora era giusto".

    Intanto ad Hong Kong, una richiesta di osservare un minuto di silenzio per la morte di Zhao Ziyang è stata rifiutata da Rita Fan, presidente del Legco e notoriamente filo-cinese. Nel 1984  Zhao Ziyang  fu il firmatario, insieme a Margaret Thatcher della Dichiarazione Comune sul futuro di Hong Kong, che prevedeva il ritorno del territorio alla madrepatria garantendo un "alto grado di autonomia".

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